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mercoledì 11 luglio 2012

Varie

Carissime, dopo un poco di silenzio, ma vi ho letto, eccomi qui. È che non ho avuto il tempo di sentire e vedere le varie cose che avevate pubblicato.
Prima di tutto Maria Rosa V., cara  amica, ti sei spiegata benissimo, chi di noi non ha sperimentato questo contrasto doloroso dell'allegria e della tristezza...e come si fà ad essere totalmente allegri con una tristezza davanti?L'unica cosa é che la vita è proprio questo, è allegria, è tristezza e, principalmente divisione. Stiamo qui per tutte e due le ragioni, senò che ci stiamo a fare? Solo mi dispiace.
Caravella cara, beata te con tutta la tua allegria e con tutte le tue filosofie di vita che ti permette superare tutto...continua così, è una bella forma di vivere,  e serenamente. Purtroppo non è da tutti, ma è bello da vedersi.bacioni.
Titty, mi è piaciuta la tua emozione con i portici, io ho questo ricordo molto marcante ma di Bolzano. La prima esperienza che ho avuto, poi l'ho ritrovata a Bologna ed in ttte le città italiane, ci sono cose che restano e non sò neanche come e perchè, ma colpiscono. Se ho capito bene eh?Credo che ho trasposto questo ai miei ricordi di quella bella città. E sai, da ogni finestra esce un suono di pianoforte, credo sia la città della musica quella, o forse il silenzio che c'è, che c'era almeno, ti permette di godere di queste cose così perse nelle grandi città.
Miriam, non sei tu che devi ringraziare il terrazzo, siamo noi che dobbiamo ringraziare chi ci offre la sua amicizia. Noi ci guadagnamo di più. Quanto a tuo padre, vale lo stesso ragionamento, é lui che é un valore, è lui che dona a noi la sua arte e non vice-versa, di nuovo, almeno io personalmente la penso così, siamo noi che riceviamo un dono.
Grazie della bella, triste musica di Fossati, non conoscevo nè lui e nè la musica che è più una poesia.
Marta, sempre un piacere quando compari, ma ho perso qualcosa o stai entrando poco? E poi non firmi....o mi sbaglio, sai stò mezzo stonata ultimamente.Io, non te, sia ben chiaro.
Lucia, magnifica la tua intervista con il ormai famoso e bravissimo Gianni. È un radialista che dovrebbe essere il modello di tutti, sia per la sua abilità e gentilezza nel rivolgersi a voi, sia nella voce adatta, sia nella bellezza di questa radio.
Sei riuscita a dire in pochi minuti un sacco di cose. Sei stata veramente brava. Io ricordo che i miei genitori adoravano andare a Buenos Aires perchè dicevano che gli ricordava l'Italia, cosa che qui veramente non abbiamo.
Anzi, una curiosità che ho è capire il perchè l'imigrazione qui sia tanto diversa dalla vostra, dico, degli italiani. Non che non abbiano lasciato la loro impronta, anzi moltissime, ma non tanto marcante. Forse perchè il Brasile è stato colonizzato dai portoghesi, e forse perchè essendo troppo grande(voi se ricordo bene, avete concentrate le popolazioni in alcune regioni, essendo che avete i Pampas che non sono abitabili, mi sembra), e noi invece abbiamo sparse per il paese intero le varie colonie autentiche e che hanno veramente conservato le tradizioni, vedi Paranà, Rio Grande do Sul, per lo più verso il Sud, forse per maggior somiglianza con l'Europa, non sò. Fatto stà che la città che praticamente ha ricevuto più emigrati, non ne conserva tante tradizioni, ci sono, ma non tante.
Non avevo fissato che al tutto hai vissuto posteriormente in Italia, prima due anni e poi addirittura sei...ma certo che allora per questo ti mantieni con una divisione più completa di uno che è vissuto nel paese di adozione.
Non dico in fatto di amore Patria, parlo solo di vita vissuta ben equilibrata.
Ah, e solo volevo fare una piccola osservazione che non é da poco, la lingua portoghese è una delle lingue più diffcili, tanto come pronunzia come grammaticalmente, principalmente per gli stranieri. Fino ad oggi alcune parole sono per me impronunciabili senza tradire l'accento. È molto chiusa, anche molte lettere dell'alfabeto con lo stesso suono, il chè complica, e difficilmente tu trovi un emigrato che parli perfettamente il portoghese. È veramente difficile.Questo non facilita l'integrazione. Mio fratello che parlava un portoghese impeccabile, si rifiutò di isnegnare l'italiano ai figli perchè non voleva che soffrissero come lui le derisioni per l'accento italiano, un gran peccat del quale loro si lamentano oggi.
Bè basta, ho già scritto troppo. Complimenti a tutte le grandi del Terrazzo
Anna

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