Prima di tutto congratulazioni vivissime e tanti auguri a MariaRosaV per il traguardo raggiunto felicemente di aver scritturato la casa per suo figlio e sua nuora, anche la casa in cui crescera Santino! Il fatto che la data coincide con un'altra precedente e che si riferisce alla tua casa, Maria Rosa, è per te un segnale molto importante, perciò hai sottolineato che non è una coincidenza e neanche una casualità... ma forse pensi che ci sia stato una mano affettuosa e misteriosa (ma non tanto misteriosa, per te) che ha disegnato questo percorso. Chi lo sa, vero? :-)
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La Plata è la capitale della Provincia di Buenos Aires, cioè un'estensione pari a tre volte l'Italia. In questa città si concentra tutta la burocrazia della provincia e qualsiasi documento ufficiale di cui si ha bisogno, si deve richiedere alle Amministrazioni di questa Città.
Purtroppo la burocrazia è principalmente una grande perdita di tempo, ragion per cui sono tornata stanchissima senza aver risolto il problema (mia sorella dovra tornare fra una settimana e poi si vedra...) e senza aver fatto niente di piacevole. Ho portato la macchina fotografica che è rimasta nella mia borsa senza utilizzo. Mi dispiace cara Claudia, forse un'altra volta potro andare al Museo e anche a visitare la casa Curutchet.
I nomi La Plata, Mar del Plata, Rio de la Plata, Argentina, sono nomi somiglianti perche sono tutti riferiti al fatto che da queste parti c'erano moltissimi giacimenti di argento, che poi gli spagnoli sfruttarono e si portarono via, insieme all'oro.
In spagnolo, l'argento si dice "plata", questo è il motivo per cui si ripete questo nome.
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Stasera andrò di nuovo al cinema, perchè è la penultima proiezione di tutta una serie del regista Silvio Soldini e non voglio perdermela, ora che ho scoperto quanto mi piace questo direttore. Domani c'è l'ultima e spero di poterla vedere anche quella. Poi mi pare che mi riposerò un po' dopo aver visto tanti film di seguito.
Il film di ieri sera trascorre maggiormente nella città di Taranto e per me è stata una piacevole sorpresa, perche in questa città ci ho passato parte della mia vita. Non sapevo di cosa si trattava il film e neanche in quale posto succedeva la storia. Il titolo Le acrobate, faceva pensare al mondo del circo, invece non c'è niente di questo, ma le acrobate, sono tre statuine piccolissime, reperti archeologicici che si possono vedere al Museo di Taranto e che attraverso una cartolina che le raffigura, unisce la storia di diverse donne. Un film originale e bellissimo.
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Silvia, mi dispiace dirti che rimarrai fuori dalla categoria di monologhista perchè i tuoi scritti sono monologhi come lo sono quelli di tutti noi. Cioè, ognuno scrive il suo monologo e rimane tale fino che non ha nessuna risposta. Se poi sul terrazzo qualcuno le risponderà o farà riferimento a quello che ha detto, allora diventa un dialogo. Quindi la prerrogativa di monologhista non è esclusivamente tua, mi dispiace... sniff sniff... (quando ci vuole, ci vuole, si dice a Roma, mi riferisco allo sniff).
Siccome mi accingo a dare riscontro ai tuoi due lunghissimi e bellissimi monologhi , da questo momento diventa un dialogo, sei d'accordo? Non parlerò di cucina nè di liquori (il limoncello è un liquore squisito che si puo conservare nel freezer e non congela).
Come sapete si serve freddissimo in piccolissimi bicchierini ed è la chiusura ideale di un pranzo o una cena importante, o no, ma mi riferirò a quello che hai detto di Parigi e della parte non turistica che è brutta come altri posti al mondo. Io solo voglio dire che tutti i grandi paesi e le belle e rinomate città hanno il suo lato oscuro (anche la la luna ce l'ha). A Parigi ci sono le bidonville, in Brasile ci sono le favelas, in Argentina ci sono le villas miseria... e anche negli Stati Uniti ho sentito parlare di backyard (patio trasero, oppure la zona che non si fa vedere volentieri agli estranei)... Ognuno ha cose di cui non essere orgoglioso... ma così è il mondo.
Certo che se facciamo un viaggio, andremo a vedere le cose più belle, perchè le altre solo mortificherebbero il nostro spirito e non credo che questo sia l'obiettivo quando si fa turismo.
Ci sarebbe ancora da parlare su questo argomento, ma ho scritto davvero molto e mi dispiace per voi che vi lamentate quando trovate molto da leggere. Perciò stacco e vi lascio con un abbraccio e... scusatemi.
Lucia
Ah, Silvia, scusami se quando ho scritto il mio post precedente non ti ho nominata, ma l'ho visto soltanto quando ho pubblicato il mio quasi simultaneamente al tuo.


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