Care Ragazze, vorrei condivedere con voi l'articolo che ho scritto dedicato al Giorno della Dona. In fretta ho fatto la traduzione, aspetto farmi capire. Quanto mi dispiace quello che é succeso in Giappone e prego perché nessuna di voi abbia famiglia in quella zona. Abbraccio per tutte, Amparo Margarita
CHE SIA UN PROPOSITO NON PIÚ UN SOGNO
Da 1810 quando riuscimmo a liberarci di Spagna e le donne vivemmo sottomesse e soltanto riconosciute como un strumento di procreazione, ha corso abbastanza acqua sotto il ponte. Oggi, costituzionalmente, abbiamo diritti che, in apparenza, ci lasciano libere di vivere, amare, lavorare
e procreare. Peró questi diritti di libertà e parità di genere non li vogliamo in teoria ma come una realtà politica e sociale, perché siamo stufe di essere un sesso di seconda classe, siamo stufe che
ci sottovalutino credendoci fragile, indefese e insicure.
Per cui donne giovani, vecchie, madri, nonne, eterosessuali e omosessuali, dobbiamo esigire che i nostri diritti si compiano e, chi non li conosca, più per ignoranza che per mancanza d'istruzione, imparateli se non volete continuare a ricevere delle brisciole. Nonostante, fra molte altre cose, dobbiamo imparare a non cadere in trapole che ci fanno perdere la libertà, a non venderci al migliore offerente con pelle di pecora per dopo commutare in un lupo abusante e in alcuni casi
un assasino, a che vendere sesso non fruisce denaro molto di meno sicurezza futura. Addirittura dobbiamo imparare a estrarre le mile sfaccettature positive che possediamo all'interno, a scoprire
i nostri propri desideri, a essere solidali fra noi stesse e a non sentire invidia l'una l'altra.
Imparare che l'8 marzo, Giorno della Donna, non si ricordano superate conquiste sociale, politiche ed economiche, ma si festeggia l'inizio di una trasformazione della società attorno. Che non é per gridare a squarciagola quello che ancora non siamo, quello che ancora ci manca, se non per
exigere quello che vogliamo, sognamo, speriamo e, sopra tutto, per liberare il nostro corpo del cicatrizzato campo che i mass media lo hanno trasmutato imponendoci come simbolo d'essito lavorale e sociale avere corpo di Barbie e viso natica di lattante. Motivo per il quale tante
ragazzine dai 15 anni incominciano a farsi tante cirugie stetiche che quando ne arrivano ai
30 anni hanno piú interventi che Frankenstein.
Impariamo pure che per ottenere una vera uguagianza, libertà e successo, soltanto abbiamo bisogno d'intelligenza e gambe per correre a ragiungere i nostri desideri senza arretrare davanti
a ostacoli, stanchezza o nostalgie. Che niente ci obbliga a metterci in ginocchia al servizio di
mariti, fratelli o figli come lo fecero passate generazioni. Che fra altri, abbiamo diritto a essere persone prima che madri, a scegliere essere o non essere madri, ad avere accesso ai conttracettivi che evitano essere madre adolescente, a essere madre senza rinunciare al lavoro, a essere
donna-madre con una coppia uomo-padre che si comprometta con l'allevamento dei figli, a non essere abusata en violentata sessualmente. Anche a educare figli che rispettino le loro future coppie, a educare figlie intelligenti che amino il proprio corpo e impediscano che i loro valori siano calpestati. Per ultimo, impariamo che possiamo arrivare dove ci proponiamo, ma che sia un proposito compiuto e non un sogno non realizzato.
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