Non sono però sicura che le giornate siano uguali, anzi penso che anche se sembrano uguali, c'è sempre qualcosa che le fa diverse.
Oggi sono uscita per pagare le bollette che scadevano, qualcuna era già scaduta... spesso mi succede che non me ne accorgo...
La giornata si presentava molto bella, con un sole brillante ma non tanto cocente. Ho portato con me un golfino che poi ho dovuto togliere, faceva già caldo...
La mia strada è cominciata uscendo dal mio portone, sull' Avenida San Juan, passando davanti al MACBA, Museo de Arte Contemporaneo de Buenos Aires, poi il MAMBA, Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, poi il Museo del Cinema, tutto questo in un solo isolato. Ho svoltato l'angolo sulla "calle Defensa" e lì lo spettacolo era parecchio diverso. La strada è molto più stretta della mia avenida, i marciapiedi strettissimi che se ti imbatti con qualcuno che viene in senso contrario devi lasciare il passo (quasi mai sono loro che lo fanno e questo mi fa brontolare fra me e me, alle volte).
Intralciano la strada anche i cassonetti della spazzatura, tutti rovinati perche c'è gente che li rompe, ruba i coperchi... e comunque sono quasi sempre puzzolenti...
Passo la prima "cuadra" e arrivo alla seconda che è già un pò meglio, c'è anche un asilo nido privato dove vanno molti bambini. Una volta ci sono andata per chiedere se era possibile l'inserimento di Giada quando sarebbe venuta qui nel dicembre scorso per due mesi, ma c'erano diversi inciampi burocratici... quindi Giada non lo ha frequentato, ma non ha perso niente. Lei la sua esperienza argentina l'ha fatta e l'inserimento nella nuova realtà, tanto diversa da dove abita, è stato più che ottimo!
Passo la prima "cuadra" e arrivo alla seconda che è già un pò meglio, c'è anche un asilo nido privato dove vanno molti bambini. Una volta ci sono andata per chiedere se era possibile l'inserimento di Giada quando sarebbe venuta qui nel dicembre scorso per due mesi, ma c'erano diversi inciampi burocratici... quindi Giada non lo ha frequentato, ma non ha perso niente. Lei la sua esperienza argentina l'ha fatta e l'inserimento nella nuova realtà, tanto diversa da dove abita, è stato più che ottimo!
Una cuadra ancora e arrivo dove c'erano tanti operai, il traffico deviato, perchè stanno rifacendo la strada, mettendo i nuovi "sampietrini" cioè "los adoquines", perchè quelli di prima erano tutti sconnessi anche per via del grande traffico di "colectivos". Speriamo che questa volta facciano un lavoro a dovere, perche la volta precedente, appena finiti i lavori, il traffico pesante rovinò la bellezza della disposizione, messi a ventaglio. Oggi ho visto che li mettoni in fila dritta, una dopo l'altra. Forse questa volta lavorano con una nuova tecnologia e dureranno di più... spero!
Ancora una cuadra e arrivo al Parque Lezama! Bellissimo parco molto trascurato però... All'angolo della strada ci sono tre "campane" che raccolgono il vetro, la plastica e la carta.
Affisso su una di queste campane c'era un volantino che mi sono fermata a leggere. I vicini convocavano ad una riunione la prossima settimana perchè il governo della città ha deciso di recintare il parco con alte inferriate... Ovviamente si oppongono e chiedono, invece, di curare di più questo bellissimo spazio verde, antico, con grandi vecchi alberi che regalano la loro ombra.
Ora il prato verde è quasi scomparso, i sedili vengono usati dai barboni per dormirci la notte e anche di giorno se ne vede qualcuno... I vicini portano a passeggiare i loro cani e spesso a fare i loro bisogni...
Una volta c'era una bellissima fontana regalata dagli emigrati italiani alla città negli anni 30.
Questa fontana aveva un' imponente lupa romana con i gemelli che allattavano (classica immagine romana). Alle spalle della lupa c'era una parete dove ad ogni lato erano appoggiati due nudi maschili inginocchiati che sostenevano delle anfore e da dove sgorgavano due getti di acqua...
Ormai tutto questo è rimasto alla minima espressione, perchè i gemelli sono stati rubati e la lupa è rimasta sola...(Il bronzo ha un valore di rivendita e i poveracci lo rubano, anche le targhe di bronzo dei monumenti).
Oggi è poco quello che rimane di questa bella testimonianza di ringraziamento degli italiani di quei tempi. Le fontanelle non buttano più acqua e la vasca è secca e piena di rifiuti...
Affisso su una di queste campane c'era un volantino che mi sono fermata a leggere. I vicini convocavano ad una riunione la prossima settimana perchè il governo della città ha deciso di recintare il parco con alte inferriate... Ovviamente si oppongono e chiedono, invece, di curare di più questo bellissimo spazio verde, antico, con grandi vecchi alberi che regalano la loro ombra.
Ora il prato verde è quasi scomparso, i sedili vengono usati dai barboni per dormirci la notte e anche di giorno se ne vede qualcuno... I vicini portano a passeggiare i loro cani e spesso a fare i loro bisogni...
Una volta c'era una bellissima fontana regalata dagli emigrati italiani alla città negli anni 30.
Questa fontana aveva un' imponente lupa romana con i gemelli che allattavano (classica immagine romana). Alle spalle della lupa c'era una parete dove ad ogni lato erano appoggiati due nudi maschili inginocchiati che sostenevano delle anfore e da dove sgorgavano due getti di acqua...
Ormai tutto questo è rimasto alla minima espressione, perchè i gemelli sono stati rubati e la lupa è rimasta sola...(Il bronzo ha un valore di rivendita e i poveracci lo rubano, anche le targhe di bronzo dei monumenti).
Oggi è poco quello che rimane di questa bella testimonianza di ringraziamento degli italiani di quei tempi. Le fontanelle non buttano più acqua e la vasca è secca e piena di rifiuti...
Di fronte al parco, sempre sulla stessa strada che stavo percorrendo, fino a una decina di anni fa esisteva il Centro Culturale Torquato Tasso, dove si riuniva la collettività massalubrense, una cittadina vicino Napoli.
I massalubrensi avevano costruito e intitolato al grande poeta Torquato Tasso, questo luogo di incontro che per lunghi anni è stato il posto dove si recavano per ricordare la loro cultura e la terra lasciata lontana...
Ora questo centro culturale non esiste più (gli emigranti non ci sono più). Solo si conserva il nome, TASSO, ed è diventato un salone per ascoltare e ballare il TANGO.
I massalubrensi avevano costruito e intitolato al grande poeta Torquato Tasso, questo luogo di incontro che per lunghi anni è stato il posto dove si recavano per ricordare la loro cultura e la terra lasciata lontana...
Ora questo centro culturale non esiste più (gli emigranti non ci sono più). Solo si conserva il nome, TASSO, ed è diventato un salone per ascoltare e ballare il TANGO.
Camminavo per la mia strada sempre fiancheggiando il parco e andando in giù c'è una bellissima costruzione rosa e bianca che era stata la residenza della famiglia Lezama, che poi regalò alla città sia il parco sia la loro casa che oggi funziona come Museo Nacional de Historia.
Una coppia di turisti francesi era ferma lì davanti e aveva in mano una cartina, una mappa, per orientarsi e trovare i posti di interesse che volevano visitare. Le colombe camminavano dappertutto, beccando qualche briciola di cibo.
Sul muretto del parco, che mano a mano diventava più basso andando verso l'Avenida Martin Garcia, c'erano qua e là persone sedute, chiacchierando, altre facendo tempo o godendosi il sole. In uno dei segmenti del muretto, che offrono un rialzo per appoggiare comodamente la schiena, c'era un giovanotto che parlava comodamente al cellulare. Mentre passavo ho sentito che diceva:"il tuo abbraccio di ieri è stato per me quasi un orgasmo..." Ho immaginato che parlasse con la sua ragazza e questa frase mi ha colpito, anche divertita un po' e mi sono venute in mente le parole di Anna, del suo scritto di ieri che parlava della vulnerabilità della donna... Ma il suo argomento era molto più serio e ci sarebbe da fare un lungo discorso, quindi siccome già ho scritto troppo, mi sa che lo lasceremo per un'altra occasione.
Sul muretto del parco, che mano a mano diventava più basso andando verso l'Avenida Martin Garcia, c'erano qua e là persone sedute, chiacchierando, altre facendo tempo o godendosi il sole. In uno dei segmenti del muretto, che offrono un rialzo per appoggiare comodamente la schiena, c'era un giovanotto che parlava comodamente al cellulare. Mentre passavo ho sentito che diceva:"il tuo abbraccio di ieri è stato per me quasi un orgasmo..." Ho immaginato che parlasse con la sua ragazza e questa frase mi ha colpito, anche divertita un po' e mi sono venute in mente le parole di Anna, del suo scritto di ieri che parlava della vulnerabilità della donna... Ma il suo argomento era molto più serio e ci sarebbe da fare un lungo discorso, quindi siccome già ho scritto troppo, mi sa che lo lasceremo per un'altra occasione.
Ora credo che uscirò di nuovo perchè se sto a casa, la noia mi fa andare in cucina a cercare qualcosa di buono da sgranocchiare... e non mi conviene se voglio perdere peso.... ahahhaahaa!!!
Anna, anche io ho scritto un poco... ahahahaa!
Spero di non essere stata pesante... ma credo che non vi potete lamentare che qui non si chiacchiera, eh? :-)
Anna, anche io ho scritto un poco... ahahahaa!
Spero di non essere stata pesante... ma credo che non vi potete lamentare che qui non si chiacchiera, eh? :-)
A più tardi
Lucia
Solo aggiungo che ricambio i saluti che Nonna Lea ha mandato a tutte noi, nonne e nipotini, e che nonostante le difficolta' ci esprime il suo affetto. Bacioni da tutte noi!
Solo aggiungo che ricambio i saluti che Nonna Lea ha mandato a tutte noi, nonne e nipotini, e che nonostante le difficolta' ci esprime il suo affetto. Bacioni da tutte noi!
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