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giovedì 22 aprile 2010

ADRIANA

Cara Adriana,
Che bello risentirti sul blog. Non c'è cosa ringraziare, poco abbiamo fatto.
Sai una cosa che successe a me tutte le volte che ho perso una persona cara? Le volte che uscivo, che andavo allo shopping con Silvia o con Ada, o anche da sola, camminando, distraendomi, mi chiedevo, continuamente: ma com'é possibile che il mondo continui uguale, che le persone girino per le strade come sempre, che i bambini corrono nello shopping, che si continua a vedere le vetrine, che niente cambia?
Anche dopo la morte di papà, fratelli, con Wladimir anche, nelle nostre passeggiate , la mia domanda era sempre la stessa, ma com'é possibile che tutto continua uguale.
Non c'erano i blog ancora, quindi questa ve la siete risparmiata. Ma anche ora, quando capita di scherzare sulle solite cose, inquanto scrivo, sempre penso, come può continuare il blog come se niente fosse, con Adriana che soffre, o altre problematiche che ci sono. Eppur il blog ci stà.
 
Ed allora in queste circostanze ho pensato che c'è come capire il nero del lutto, le croci sulle porte di parenti a Catanzaro, in Sicilia, come raccontava Sarina, gli avvisi mortuari sui muri di Rimini con annunzi di scomparsa, con foto ecc.ecc. E un modo di stare d'accordo con sè stessa in quel momento.
Sai, come fanno in Yugoslavia con il freddo e caldo del tempo, qui parliamo dell anima, ma é sempre lo stesso principio, loro bevono acqua gelata di invernoe vice-versa, per portare il corpo più consone alla temperatura ambiente, e quindi farlo soffrire meno, forse stà li la spiegazione.
 
Dovevo dire che ve l'eravate risparmiata questa mia littania, non nel presente.
 
Anna
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