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domenica 20 giugno 2010

CLAUDIA

    Carissima Claudia,
 
Veramente neanche io ti só spiegare in cosa consiste lo stress che regna in Italia, meno un poco nelle piccole cittá, ma anche lí.
Le donne in veritá, quelle che non lavorano hanno una vita regolata, la spesa la mattina, tutte le mattine, non usano il freezer, non só perché, ed anche nei piccoli posti é bene avere cosa fare la mattina. Poi in genere hanno aiuto anche se per poche ore e non tutti i giorni, ma fanno ancora come nei tempi antichi le pulizia dei fagiolini, comprono tutto come viene dai campi, sotto casa, eppure hanno enormi supermarket come da noi a pochissima distanza. Ma non hanno l'abitudine, e quindi credo che tutte le mattine c'é il problema di cosa fare per il pranzo per la cena, per tutto.
A Nocera ho istituito il "caffé de rua", cioé, il caffé in strade, cosa che conWladimir facevamo tutti i giorni.consiste semplicemente nel fare quel che si vuol fare, anche una passeggiata e poi alla fine sedersi in un caffé, prendersi il suddetto e poi chiaccherare fino al ritorno a casa.
Vuoi cosa più semplice, lo faccio ancora io da sola, alla fine della passeggiata mi seggo e mi prendo un caffé...
Bé mia cugina a Nocera é l'unica che ha l'abitudine, le altre, solo l'obbligo di fare la spesa. Figurati che suo nipotino che ha due anni e poco, ora, ogni volta che vede il disegno del cappuccino nel bar, dice, il cappuccino della zia brasileira...tanto gli ha fatto impressione.
 
Ma,quello che eh una realtá, fuori in strada dove si può attribuire ad un traffico estremamente caotico, ed usano molto il clacson che qui, io almeno neanche ricordo il suono del mio di tanto poco che l'ho usato, a Roma le strade strette, la mancanza di obbedienza alle regole, in tutti i sensi, figurati che a Napoli, Positano fungeva da guardia civile col braccio avvisando che non potevamo muoverci, e non solo lí, é una confusione che non avevo mai visto, questo nelle cittá grandi.
 
Vedo, mi confondo, ma circa le donne, si svegliano stressate per la giornata che le aspetta...anche perché lí é tutto programmato, se volevo andare da un cugino a due passi di casa mia, si telefona prima, si fissa un ora che giá complica, e quindi si ha un compromesso. Invece qui, se non é la mattina presto, o all'ora di pranzo, se telefoni ad una ora decente e dici posso fare un salto, se la persona non ha altri impegni ci vai e pronto, senó rimandi, ma non é piú un impegno...insomma, si impegnano da sole...
 
E tutti i giorni é cosi, l'accademia con il traffico é un problema, andare a piedi devi stare attenta a non restarci, le facce in strada sono tese, nessuno sorride o ti saluta, nei negozi sei semplicemente una compratrice, alle volte anche scocciante. E talmente diverso.
 
tu pensa che una volta a Roma, avendo trovato freddo tutto il tempo e non previsto, volevo comprare un pigiama caldo, allora vado in un negozio dove, in vetrina ho visto ció che volevo.Sono entrata e dal dentro ho toccato leggermente la manica, corta del pigiama per capire che stoffa era, non mi piacciono le stoffe dure. Non ti dico le urla della commessa, non tocchi niente, per piacere, non metta le mani...
Sono rimasta di stucco, non avevo toccato niente solo delicatamente una punta di stoffa e senza tirare...ebbene, mi ha detto: lei sá che per aggiustare la vetrina sono quattro ore di lavoro? e lei viene qui e mi rovina tutto.
Non ti dico come sono rimast, poi si é riabbonita, ma perme era frittata fatta...
 
Insomma, non vedi sorrisi, non vedi gente chiaccherando, ognuno per i fatti suoi. Nelle cittá piccole non ho notato niente, ma pure non ho visto nessuno in strada.
 
Io credo che non potrei mai vivere in Italia, a non essere in posti molto piccoli, dove ci sia un poco di calore umano, peró vicino a grandi cittá dove poter andare quando ne sentissi la necessitá, non in paesini isolati dai grandi centri. Insomma, voglio tutto, é difficile.
 
Non credo di essere stata chiara, ma non só come spiegarlo, manca calore umano in genere.
 
bacioni
Anna
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