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domenica 19 dicembre 2010

UN INDIMENTICABILE NATALE

 
Moltissimi anni fà, nella nostra seconda Casa a São Paulo, avevamo come vicini una famiglia Americana, posso raccontare perché I pochi rimasti non vivono qui e poi certamente non leggono IL blog e, forse non si ricordano di noi.E poi, in niente li condanna, al contrario, sono un caro ricordo nella Mia vita.
 
Devo dire che prima di tutto è stato IL primo caso di ortanasia che ho conosciuto in vita Mia. Una familiare che soffriva DA anni legata ad un letto e che hanno deciso semplicemnte di togliere piano piano l'ossigeno col quale sopravviveva. Certo, ero ancora moltoo giovane, MI ha colpita, ma sapendo la sofferenza di tutti, non posso dire che MI è dispiaciuto o ho avuto modo di criticare, anzi, in un certo senso ho ammirato IL coraggio.Premetto che la signora aveva superato I novant'anni DA molto.Lo ricordo DA frasi che ho sentito dette a Mia Madre e la consequente morte e funerale. All'epoca non capivo bene I dettagli, ma qualcosa di diverso senz'altro.
 
Ebbene, loro erano in cinque, noi in sei, la ragazza, un poco più vecchia di noi, di poco, bellissima, faceva una vita sociale intensa, si è sposata prestissimo, separata idem e risposata, penso felicemente, spero fino ad oggi. L'ho cercata in molti posti ma non l'ho trovata, ma con lei non c'era molto legame.
Con IL secondo Le attività erano giocare a scacchi in uno dei due terrazzi enormi e vicini, era solo saltare un muretto. Il  terzo era piccolino.si sarebbe adattato con IL mio fratello minore, ma questi frà la scuola E lo studio del pianoforte, poche ore aveva di svago, e Le profittava per sentire la musica popolare che adorava.Lui era un sociale divertentissimo ma solo se ci arrivava, dico, al sociale.
Il mio maggiore essendo sempre stato un ragazzo adulto DA bambino, partecipava degli scacchi, delle ragazze che telefonavano a chili e quindi un poco fuori...per questo poi si è sposato a soli 18 anni, essendo dovuto essere emancipato DAi miei genitori. Unico problema era che all'epoca c'era solo un telefono e quindi c'era poco posto per noi. All'epoca avevo un ragazzino che MI faceva sentire I dischi di musica italiana al telefono...figuratevi I nervi di Mia Madre...
 
Silvia Ed io eravamo Le allieve predilette Della lingua Americana che IL capo stipite faceva questione di parlare con noi, parlava solo inglese, ci dava I regali per IL giorno di Santa Valentina, Ed era la nostra salvezza al mattino, quando l'onibus che ci veniva a prendere alle 4.30 del mattino, lo perdevamo, allora lui che lavorava in una città vicina e IL cui cammino circondava IL nostro colleggio, era la nostra salvezza, aspettavamo allo scuro del terrazzo che lui uscisse con la macchina e prendevamo la celebre carona...ma era raro. Per la mamma accompagnarci a piedi, dico per dire, era lontano, dei Mali IL minore.
 
A Casa nostra é entrata la prima macchina quando GIà nella nuova Casa, noi grandi guidavamo, papà guidava pensando AI cammini del cielo invece delle strade davanti a lui, si fermava a leggere I nomi delle strade e non guardava se c'era una curva davanti, insomma, un vero guaio, aveva la patente, ma serviva a poco, e poi in fazenda avevamo macchina e motorista, e poi lì anche noi piccoli o grandi guidavamo la geep, unica che ci permettevano guidare, dura, terribile, ma una delizia.
Essendo proprietá privata, non c'erano limiti di etá, in questo senso facevamo quel che volevamo, o cavallo o geeep, oppure macchina con guidatore. Meno male, IL guaio era a São Paulo.Comunque Le preferenze fra Le famiglie erano ben dosate, dico, con I vicini americani.
 
Naturalmente poi la vita ci ha separato, noi abbiamo cambiato Casa, loro anche, ma pure così ci vedevamo saltuariamente, anzi IL mio rimorso è che lei, rimasta vedova, abitando relativamente vicino a me, MI chiedeva di andare la sera a fargli visita, diceva Anna, mettiti una cosa qualunque sopra al pigiama, prendi la macchina, vieni e facciamo una merenda insieme. Succede che io avevo GIà paura, Wladimir non voleva molto, sì, non me lo impediva, ma si dispiaceva e così poi è morta senza che io fossi andata un unica Volta, ma non volevo lasciare Wladimir e lei, molto piu vecchia di me, non guidava DA tempo più...è un rimorso che ho.
 
Anzi, parlando Della prima unica macchina di famiglia, una Volkswagen blu, siccome la manutenzione in fazenda la facevano in officina, io non avevo la minima idea, essendo rimasta DA sola a Sã Paulo e non sapendo che bisognava cambiare l'olio del motore, un giorno in piena strada ho fuso IL motore, addio macchina...
Meno male che I miei stavano in Guatemala credo, e sono rimasta DA sola col mio dolore, ma almeno solo quello...e senza macchina...Non ricordo IL seguito...Certo ci avrò preso in testa, ma essendo abbastanza abituata, non lo ricordo particolarmente. Mentre papá guardava Le strade delcielo io guardavo la luna e Le stelle, al DNA nessuno sfugge, é solo una questione di iella o fortuna.
 
Bè, ma e IL famoso natale?
Ebbene, non solo quella Volta, ma ero sola a São Paulo, Natale. La gentile signora MI invita a passare la sera del 24 acasa loro. Mai veramente era capitato, paese che vai, usanze che trovi.
La telefonata é stata strana, Anna, vieni la notte di Natale DA noi, MI farebbe molto piacere, TU sei sola, viene tia helga, figli, ecc.ecc. Insomma, MI fà una sfilzata di nomi di parenti che tra l'altro conoscevo DA anni e benissimo, poi altre persone che non conoscevo, nomi e nomi che non finivano mai pìù. Credo erano un cinquanta persone, ma non Le ho contate.
A fine lista io ringrazio e confermo la MIa presenza, ancora non ero sposata, MI ha detto che uno dei parenti MI avrebbe riaccompagnata all'alba.
 
Bé, arriva IL giorno, io compro un bel pacco di cioccolattini dei migliori a São Paulo, Ed un mazzo di fiori di campo che io adoro e sempre penso che gli altri anche, a me non piacciono I fiori duri tipo rose, orchidee, non che non abbia occhi per la loro bellezza, ma MI piacciono che cascano morbidi, a fiocchi, non irti, duri.
 
Quello che io avevo imparato, almeno nella Mia etichetta casalinga, Ed anche in un libro di etichetta femminile e maschile che sfogliavo a volte e che aveva la mamma, credo IL Nome era giovin signore e non sò come si chiamava quello per Le donne, in questi casi si porta un omaggio alla padrona di Casa, di preferenza I fiori inviati prima affinché possa GIà ornare la Casa, e questo era quello che io sapevo;
 
Tutto a posto, MI presento, Grande festa al mio arrivo, la maggioranza persone a me care, intime, insomma, una cosa bellissima, l'albero enorme, con mille pacchi, la Casa, tra l'altro un appartamento bellissimo(GIá non ERa piú la Casa), ornamentato a festa, insomma un Natale ben Americano, come piace a loro.Chiaccherate, ricordi, grandi mangiate e bevute DA parte loro ovviamente...ero contenta di rivedere tante persone care.
 
Scocca la mezzanotte, tutti seduti per terra, sui divani, attorno all'albero. La padrona di Casa comincia a consegnare I regali.............
E comicia così: DA tia Helga per Anna...certo non faccio tutti I nomi, ma DA ognuno dei 50invitati ricevo un ricordo, piccoli ricordini per tutti,c erto, ma DA tutti.
Ed ogni Volta che diceva DA ...per Anna io muorivo un poco, e poi un altro poco, fino a che la morte MI ha colto completa e MI sono stecchita.
 
Insomma, io non ho un intelligenza sufficiente per captare certe cose, la lista che non finiva che lei MI fece all'invito, era affinché io sapessi Le persone che sarebbero state presenti. Se lo avessi saputo, valeva DA una faccina di babbo natale ad un panno ricamato DA cucina, valeva un portachiavi ad un porta tovagliolo, valeva tutto, a saperlo, avrei potuto farlo facilmente e pure divertendomi cercando di indovinare almeno quelli che conoscevo......
Che vergogna...non ho avuto neanche IL coraggio di commentarlo, neanche con l'initimità che avevo con loro, ero rossa come un peperone, e DA Anna niente per nessuno, avevo fatto solo quello che, Le regole semplici del tale savoir faire MI aveva indicato, e che avevamo sempre fatto, e senza sossalti, ma MI ero dimenticato che loro erano americani.............
 
E questo, é stato un indimenticabile natale..................................................................................................................
 
Vedete che non sò limitarmi al solo racconto essenziale e se comincio, tutto quello che fà dic ontorno nella Mia testa, esce fuori, sorry, è lungo, come sono lunghi certi episodi Della vita, DA ricordarsi per sempre.
 
Un abbraccio
Anna
Tirchia, stai meglio col dente?
 
 
 
 
 
 
 
 
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