UN POSTO DOVE INCONTRARCI IN ARMONIA E PER SCAMBIARCI LA NOSTRA AMICIZIA.
* Il terrazzo sul mare è un luogo immaginario dove un gruppo di amiche, virtuali e non, ma di origine italiana, sparse in tre continenti diversi, si incontrano per scambiarsi le proprie piccole vicende quotidiane, i propri pensieri e il loro affetto.
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domenica 19 dicembre 2010
E invece, sì!!!
Me ne sono accorta proprio adesso, leggendo di nuovo il post di Claudia, che invece, sì, ho da dire qualcosa con riguardo ai commenti dei giovani italiani del blog www.l'argentina.org riferiti all'Argentina.
Ha ragione Claudia quando dice che si è sentita accarezzata nella sua identità di argentina (e anche io, nonostante che sono argentina di adozione) al sentire elogiare alcuni aspetti di questo nostro paese, di cui sentiamo sempre molte critiche e dove si fanno immancabilmente tanti paragoni con altri paesi del mondo ai quali "si vorrebbe assomigliare".
Come dappertutto, ci sono cose buonissime e cose pessime, però tutto sommato c'è un modo di vivere la vita molto più leggero che non in altri paesi, nonostante le difficoltà che abbiamo qui (ma dove non ce ne sono?).
Soprattutto c'è un modo di vivere l'amicizia e i rapporti umani in generale che è veramente unico. L'apertura verso il prossimo, anche appena conosciuto, è sorprendente. subito si stabilisce fra un argentino e "l'altro" (sia argentino che straniero) un rapporto molto amichevole, aperto, senza sospetti e senza differenze alcune, sia di classe, sia di razza.
Si circola senza restrizioni in qualsiasi area e si interagisce facilmente con tutti, essendo gli argentini estremamente disponibili e genuini.
Il rapporto con i medici, è assolutamente amichevole e affettuoso quasi sempre, e molto spesso il dottore ti saluta con un bacio sulla guancia.
Il rapporto con altri professionali, (avvocati, ingegneri, ecc.) è sempre alla pari e nessuno, che appartenga a queste categorie, esibisce ostentosamente i vari titoli universitari. Nessuno si rivolge a un avvocato pronunciando prima del nome, la sua categoria professionale , lo stesso dicasi degli ingegneri. Ci si rivolge a loro proprio come se si trattasse del figlio della vicina accanto. Io, per esempio, dò del tu al mio dentista. Lo faccio perchè ha l'età di uno qualsiasi dei miei figli e trattarlo con il LEI mi sembra una forzatura e anteporre una distanza che io non sento. A lui non dispiace e ovviamente, essendo io una persona "anziana" mi dà del lei.
In genere, c'è un rapporto assolutamente democratico che fa sentire le persone molto a loro agio, salvo restando che ci possono essere rarissime eccezioni.
In quanto alle opportunità di lavoro e di inserimento dei giovani italiani in un paese sudamericano, presuntamente in maggiori difficoltà organizzative e di altro genere, dei paesi europei, si può dire che per loro non è difficile trovare il proprio posticino al sole. Forse avvantaggiati dal fatto che qui ancora si guarda l'Europa con ammirazione... e tutto quello che proviene dall'estero è molto stimato e provoca attrazione.
Oggi ho letto una lettera sul Corriere della Sera, che parla dell'esperienza degli italiani che emigrano verso paesi che sono considerati in difficoltà economiche, politiche e di altro genere (ma non diverse da quelle che si vivono oggigiorno in Italia). La riporto qui, copiando e incollando pari pari. Il lettore si chiede:
"Possibile che in Polonia, Bulgaria o in Cile gli italiani se la cavino meglio che in Italia?
Alcune settimane fa Repubblica.it ha aperto una specie di censimento degli italiani all'estero, con la possibilità di raccontare brevemente le loro storie. Più i 25.000 persone hanno scritto. Mi ha molto colpito l'avere scoperto che spesso la «fuga» e` verso paesi dell'Europa orientale, del Sudamerica e dell'estremo oriente. E la maggior parte di questi Italians sono laureati e hanno lavori di ricerca, insegnamento e management, che in Italia nessuno gli ha mai offerto. Ma e` possibile che un italiano se la cavi meglio in Polonia o Bulgaria o in Cile?"
Credo che la risposta, per lo meno per me, è la seguente: Questi paesi sono in crescita, sono giovani e hanno voglia di imparare, mentre in Italia i giovani non trovano il loro posto al sole perchè ormai tutti sanno tutto...
Chiudo dicendo e ribadendo che amo l'Argentina per le ragioni che ho detto e per le sue bellezze naturali e ambientali e sempre mi sento lusingata quando ascolto gli elogi che le vengono rivolti.
Lucia
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