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giovedì 8 ottobre 2009

Per tutti

Giuseppe, grazie della spiegazione, allora praticamente il termine immigrato è escluso perquanto ci tocca solo se detto da chi ci ospita...era quello che pensavo. E credo che non lo sentiremo mai, perchè la maggior parte di noi si è ben adattata ed incorporata, e meno male. Meglio soffrire meno no?
 
Per te e Vittoria ed altri poeta che sorgano, volevo dirvi che, dall'ultima spiegazione di nonna Lea, il tema è abbastanza vasto e quindi si può avere ispirazione non solo direzionata al fatto in sè come, erroneamente, avevo capito io, anzi per questo avevo fatto l'osservazione. Su, coraggio...
 
Titty stai bene? Buon viaggio a Maria Rosa V, e Maria Rosa C. dove sei?
 
Cara Adriana, hai ragione, mettersi tutti d'accordo è impossibile, ma io non credo che sia questo l'obiettivo di uno scambio di idee, è solo appunto scambiarle. Anche perchè ogni paese ha i suoi problema e li risolve in tale o tale altra maniera, e noi poco c'entriamo in queste decisioni. Io almeno quando espongo le mie, sono proprio mie e  non  fondate in dati scientifici, frutto di letture ed accompagnamento, nessun studio approfondito sulla questione. Ma se le idee non sono diverse che scambio si fà?
E questo che io non capisco, la differenza tra scambiare idea e discuterle, mi sembra che scambiarle implica necessariamente in discuterle. E la discussione, come dici tu, non contenta mai nessuno se ognuno vuole avere ragione.Ma solo scambiarle non avrebbe questo problema.
 
Comunque, circa gli indigeni, il problema che voi avete in Argentina è anche uno dei problema che abbiamo anche noi in certe regioni, é che sono tanti...alla fine la terra era tutta loro ed il governo li vuole tutelare.  Ne abbiamo inavvicinabili, ne abbiamo che hanno sequestrato i bianchi che hanno tentato avvicinarli, ne abbiamo che si sono acculturati e vivono come noi, con tutte le comodità moderne. Qui a São Paulo, nei dintorni, abbiamo una piccola società indigena che vive metà con noi, in senso di scuola, ma poi conservono il loro modo di vita e  studiano anche la loro lingua.ci sono stata con Wladimir, parlano malissimo il portoghese ma si capisce e vivono nel loro mondo.
 
Silvia aveva un amica, cioè, ancora vive ma a Curitiba, che insieme al marito che era fotografo famoso degli indios, ha libri magnifici, vivevano un sacco di tempo con gli indi, ma proprio la loro vita, si tagliavano i capelli come loro, stavano nudi, e poi hanno adottato una bambina bianca frutto di un unione di una india con un europeo. E adesso questa ragazza vive in europa dove poi è stata mandata per studiare. tra l'altro era una bellissima bambina. ormai chi sà cosa ne é di lei, forse Silvia lo sá dall'amica.
 
Per dovere di onestà debbo informare che i mariuoli di Agerola non sono mariuoli, sono persone oneste...ne ho la prova.
 
Un abbraccione
anna
 
 
 
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