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venerdì 24 luglio 2009

Quanti scritti

Dunque, cara LUCIA, io prefrivo la porta di ieri, non perchè questa non sia bella, ma credo sì che sia un poco leziosa. Io tirerei solo i cuoricini anche perchè senò uno come f`ad appiccicarsi la prossima volta? Inibisce....Scherzo, ma prima era più   una vera porta di casa, per le primavere e la pianta trovo bellissimo, la porta adoro le porte rustiche così, ma diminuerei qualcosa, mò non sò cosa perchè non sono un artista come te.
 
MARIA MASSIMO, bella la tua poesia sulla porta, grazie, dici molte verità, e pure qualche bugiella..........ma molto bella veramente.
Grazie dei complimenti per la salute da pesce, ovviamente da confermarsi con i cento esami che mi ha chiesto...io uso la medicina preventiva.
 
 
Caro STRAFFO, io ancora non ho capito, tu non vuoi pagare il gelato, cosa che ci siamo offerte di fare tutte, oppure non vuoi vedere noi? `Mò per capirlo ti faccio l'ultima proposta che mi farà capire a che gioco giochiamo. Dunque, faccio a meno del gelato. Si paga per entrare in chiesa? Credo di no. Allora vuol dire che ci sediamo in uno dei banchi e ci diciamo piacere,piacere, anche falso se tu vuoi, ma solo questo, tanto non farò a tempo a spiaccicare una parola e tu sei libero...Mò che fai?
Sei napoletano, ma anche io, un poco meno, ma sempre napoletana e mò? Come la mettiamo. Io poi mi vado a mangiare un gelato pensando a te, così è fatta.
Però dimmi quando sono le vacanze della borsa, se ci sono...
 
SILVIA, Hai due ragioni, prima che già sono esausta del viaggio virtuale, secondo, nel mio ufficio, credo averlo già raccontato, c'era un signore yugoslavo che ci faceva venire i brividi perchè d'inverno beveva un tè freddo e d'estate una tazza di tè bollente. Non c'è bisogno di dire, tra l'altro non c'era niente di male, che un giorno glielo chiesi.
E lui mi rispose che d'estate con il té freddo portava la temperatura del corpo piú prossima della temperatura ambiente, cioè fredda, e vice-versa. È la stessa storia del pulover di Silvia e dei beduini nel deserto.
Quanto al diverbio è stato tra me e Lucia, essendo che io ho fatto un insalata, eravamo stanche della monotonia e l'abbiamo spezzata un poco, solo.La prossima volta studierò scienze sociali e non filosofia, è un guaio.
 
GIUSEPPE - Bene, fra le avventure lavorative della mia vita, la più bella, che poi ho lasciato per ragioni che non vengono al caso e sarebbe lungo spiegarlo, anzi, è una lunga storia veramente, è stato il lavoro in una casa editrice, anzi una delle più note qui. Figuratevi che, per entrare, ho fatto una settimana di test, il giorno intero, ed ho capito perchè della tua domanda, perchè le notizie brutte sono dette e le belle no.
Semplicemente perchè le belle non fanno notizia.
Solo  per restare in un esempio recente. Io non avevo la minima idea che esiste l'Aquila. E dire che è un posto bello, magnifico, con un università di rinnome, lo sai da compagnie di turismo e da univeristà, ma non nel giornale. È successo il terremoto, il mondo intero sà dell'Aquila.
Non fà notizia centomila moto che passano per le vie della città, alle volte sì, en passant, per le notizie generali, casca una moto, c'è un morto. È notizia.
Il normale Giuseppe, non è notizia, se vado a comprare l'insalata non è notizia, ma se ho fatto un capitombolo è notizia. Non sò se mi spiego.
Ed i giornali vendono notizie, non importa a nessuno chi và al mare in costume, ma se vanno nudi è notizia.
 
Bè vi lascio in pace
Anna
 
 
 
 
 
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