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domenica 16 gennaio 2011

Fw: IL RACCONTO DI UN COMPLEANNO

 
 
Considerando che oggi non scrivete, considerando che ho fatto a Casa, oltre la pizza tutto quello che potevo fare, considerando che non ce la faccio più a sentire Le notizie tragiche di questo periodo in Brasile(grazie a Dio stannno chiedendo di non mandare più vestuario che GIà Stá di supero), Ed é fantastica la solidarietá di tutti qui, fra poco anche IL mangiareé di supero. Ma non si può ridare la Casa Ed I beni, peggio, non si possono ridare Le persone amate AI loro cari.
 
Voglio però osservare che per Le prime provvidenze Della presidente, é stata più rapida degli altri per liberare I soldi, prevedo un periodo di restrizioni, ma anche di maggior onestá, credo che funzionerá bene.
 
Ma dicevo, allora occupo lo spazio e vi racconto la storia di una esperienza di emigrati in un paese completamente nuovo e diverso, e non solo in fazenda, son così dappertutto.
Se c'é qualche esagerazione saltatela, a volte capita anche perché scrivo di getto, ma basicamente é tutto più o meno esatto. I numeri non só bene, ma tanto, é solo una lettura, non ho fatto uno studio tecnico e neanche NE avrei la pazienza e la capacitá.
Chi non si interessa a racconti superflui, che salti, non c'è niente di importante in una storia cosi...tanto più che e stata cominciata presso IL Natale, epoca difficile.
 
 
 
-------Original Message-------
 
Date: 22/12/2010 21:56:17
Subject: IL RACCONTO DI UN COMPLEANNO
 
Bè,la fazenda che papà era venutoa dirigere qui aveva 11.000alchieri, non sò in italiano, ma circa 264.200 m2. Essendo che un alchiere sono 2,42 ettari.vallo a calcolare, comunque faceva frontiera conc inque municipi vicini.Piantagioni di caffè canna DA zucchero, usina di zucchero, di alcool, di  pomodori, di saponette e non só che altro, usina hidrolelettrica, pensione, ospedale completo , scuola, chiesa, negozi di generi di prima necessità, cinema che diventava salone DA ballo, campo di football di misure ufficiali. Geep, macchine, macchine agricole, insomma, era una metropole in piccolo. Credo un 10.000 abitanti, più quelli Della cittá vicina che lavoravano lí.
 
La nostra Casa era immensa, con campo di tennis, terrazze immense, saloni e saloncini, cucine  enormi, ospitavamo alcuni professionisti di passaggio a Casa nostra, poi ogni direttore dei vari settori aveva la sua Casa, con tutto IL necessario,
Il giardino dic ASA era immenso, e in seguito c'era un pomar dove I mangos cadevano per terra, Le ananasse si potevano disinterrare, Le jaboticabas si mangiavano sull'albero, c'era un campo di cricket, gioco moltoo divertente fatto con piccoli martelletti che bisogna far con loro passare la palla attraverso piccole travidi Ferro.
 
Bè, la ragione di quanto sopra, considerando che niente era nostro, e che poi  subito era profittato solo nelle vacanze (MI dimenticavo I cavalli), sarà pero capita nello svolgersi del racconto, affinchè si capisca la proporzione che ha assunto  la cosa, a dire IL vero Grande proporzione.
 
Bè, era veramente IL primo nostro anno in Brasile, parlavamo poco IL portoghese, aiutate DA italiane figli di funzionari di lì, Mia Madre decise di fare una festa per IL nostro compleanno. Certamente uno sforzo pr confraternizzare, per farci più vicini, per retribuire IL buon trattamento e gli aiuti avuti.
All'epoca studiavamo nella scuola Della fazenda. Certo non si poteva invitare la scuola intera con la quantità di allievi che c'erano nei vari turni. Non si potevano neanche escludere I figli di quelli più vicini AI miei genitori, sia per lavoro, sia per aiuti. Avevamo,credo, 9 anni, CIOè, NE facevamo nove.
Poi alla fine tutto pronto, inviti fatti, invitati arrivati, un poco troppo intricchellate Le bambine per una festa, diciamo campestre,a quell'età, ma poi abbiamo scoperto che è un abitudine dell'interno e dei paesi piccoli IL fatto di adornarsi anche per un picnic.Se hai un compleanno a settimana, un vestito nuovo, con complementi idem, un matrimonio, idem non ripetono niente e Le sarte lí lavoravano a tutto spiano, non c'erano I negozi con cose pronte come a Ribeirâo Preto, 50 km avanti e lontana all'epoca con Le strade.
 
Dunque, la mamma fece sapere discretamente che non dovevano portare regali, prima di tutto perché eravamo due Ed é un problema poveretti e poi principalmente perché la maggior parte degli invitati erano persone semplici. Quando papá tornó lí, dove poi restó fino alla morte, la  cameriera era stata nostra compagna di scuola, IL che ci fece molto piacere, un dolcce di signora.Era una persona di Casa ,di famiglia, siamo state benissimo con lei quando andavamo a visitare I genitori.
 
Ed ora IL tragi-comico. Cominciano ad arrivare intricchellati invitati e noi semplicemente vestite, non ricordo cosa, ma per Otto/nove anni per una festa in pomar...e arrivano e arrivanoa borbottoni. Poi siccome era un onore conoscere la Casa Della fazenda (ci abitó la zia di Santos Dumont, prima dei nuovi padroni), e poi noi, I padroni hanno costruito in altro posto sopra ad una collina.Dicevo, cosa hanno fatto, hanno portato amichetti, cugini, vicini, profittando dell'opportunitá;
Bé nessun problema, IL giardino, IL pomar, DA offrire c'era perché Le donne avevano preparato tutto d'accordo con Le abitudini locali, incluso I dolci di coco che non sopporto fino ad oggi. Non era un problema, sparpagliati tutti, una festa, chi giocava, chi coglieva frutta, che sbirciava gli interni.
Naturalmente mamma e papá erano spariti, papá nel suo eterno studio e la mamma per I fatti suoi con IL suo gatto prediletto. Insomma, tutto a gonfie vele.
 
Arriva l'imbrunire, era stato più o meno stabilito che verso Le sette venivano a prendere I rampolli. Giusto, verso Le sette cominciano ad arrivare signore e signori elegantemente vestiti, ingioiellati, certo I vestiti piu eleganti e cominciano a chiedere dei miei genitori, I quali accorrono pensando di salutare e solo.
Ma non era così, I brasiliani all'interno continuano la festa con  gli adulti la sera.
Non vi dico la confusione, I miei non erano preparati a ricevere visite, per loro la festa era nostra, e Le cose DA servire, un finimondo, non MI ricordo neacnche più come andó a finire. Sicuro fu un successone perchè era la prima Volta che un direttore invitava tutti in Casa, ma, poveretti, mai sapranno che non erano poi tutti tutti.
Ma la vanitá a questo mondo è talmente forte che grazie a Dio supera qualsiasi problema, ma qualsiasi proprio.
Per settimane non si parló che di questo e chi non era venuto per una ragione o per l'altra ascoltava a bocca aperta, pentito Della perduta occasione....
Ma comunque guadagnammo in una maggiore disponibilitá Ed apertura verso di noi, e fu una fortuna perché ci fece sentire un poco meno pesci fuori acqua.
 
Ma scritto così non rende l'idea, ma ci sono cose nella vita che non si dimenticano mai, e neanche tanto importanti, ma nel momento.....
 
Dite la vostra che ho detto la Mia. Se ho sbagliato qualche dettaglio, é stato di memoria, e la Mia............
 
Bacioni
anna
 
B
 
 
 
 
 
 
 
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