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lunedì 21 settembre 2009

los piropos

Salve amici! Sono tornata adesso da una passeggiata che ho fatto camminando più di mezz'ora per andare e altrettanto per tornare. Sono andata a ritirare delle copie di alcune fotografie che ho fatto stampare per regalarle a degli amici dei miei figli. Le avevo scattato qualche settimana fa quando erano venuti a farmi visita per farmi conoscere il loro pargoletto di solo 4 mesi e il bambino era stato il soggetto principale di queste foto. Intanto ho fatto un po' di moto... Bisogna farlo tutti i giorni... ma non sempre vinco la mia pigrizia.

Sulla mia strada mi sono imbattuta con molti giovani che festeggiavano l'arrivo della primavera. Coincidentemente qui, da noi, il 21 settembre si festeggia anche il giorno dello studente, quindi questo giorno i ragazzi delle scuole secondarie non vanno a scuola, ma vanno nelle piazze, nei parchi e in tutti i luoghi adatti a festeggiare la primavera. Spesso nascono molti amori... spesso effimeri...

Camminavo godendomi la temperatura dolcissima del pomeriggio quando ho sentito qualcuno che mi dirigeva alcune parole. Non è stato necessario guardare, perche con la coda dell'occhio avevo gia visto che si trattava di un vecchietto grassottello, uno spazzino (in Italia direbbero operatore ecologico) che stava raccogliendo le cartacce sui bordi della strada. Ho sentito che mi diceva: "Adios, mi primavera!" (ciao, mia primavera) e non ho potuto nascondere un sorriso, anche guardando il personaggio che sembrava un pupazzetto pancione con la sua tuta gialla e i baffetti bianchi. Ho sorriso ricordando gli anni di gioventù quando in Argentina era consueto sentire i ragazzi fare i complimenti (los piropos) alle ragazze che passavano per strada. Si sentivano delle frasi a volte molto ingegnose, a volte divertenti e spiritose, ma sempre molto galanti. Certo che ne è passato del tempo... e questa usanza è andata perdendosi. Oggi è difficilissimo sentire qualcuno che fa un piropo a una ragazza.
Però il vecchietto non si è dimenticato di fare una galanteria come quando era giovanotto, a un'altra vecchietta (me) che passava per strada... Ci pensavo, mentre tornavo a casa, e ridevo divertita.

Spero avervi fatto sorridere anche a voi.
Lucia

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