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mercoledì 30 settembre 2009

TOC TOC....

Buongiorno, a  tutti.
Giuseppe, anche io sono contenta che tu sia tornato, e quel racconto della messa tua da piccolo mi ha fatto molto ridere...io invece avevo il problema che ci dicevano che non si poteva toccare l'ostia, oggi la prendono con la mano, e mi si attaccava al palato e mi disperavo perchè non potevo tirarla con la lingua, masticarla, una tragedia.
Io non voglio affatto polemizzare, ma da tutto ciò, io trovo la religione cattolica molto triste, bisogna stare sempre a penitenziarsi, si pecca anche con un solo pensiero. Non facciamo altro che peccare e chiedere perdono, è triste. Ma per l'amor di Dio, non è per suscitare argomenti sgradevoli, è una cosa mia.
E certo voi direte, ma perché pecchi tanto, ma non é che é tanto, io inventavo peccati tutte le settimane perchè mi vergognavo di non averli e la confessione era obbligatoria.
 
Lucia, è bella questa foto perchè sei bella tu, e lo devi sapere ormai, è una realtà, ma io preferivo l'altra inquanto questa è un poco scura, ma mi farò fare altri occhiali...
 
Gaetana cara, starai dormendo ora, ma ho letto il tuo post ieri pomeriggio, lo Straffo stà aspettando Silvia, non me, credo che anche te ti devi mettere gli occhiali.
E poi io ormai non ho più paura della suocera, ho paura proprio é dello straffo. Tu non sai il terrore che ho. Figurati che per un piccolo equivoco, piccolo e senza volere, mi ha fatto una lavata di testa, poi in napoletano, che non si capisce metà, credo che ha persino inventato parole dalla rabbia...se lo sentissi, certo da preferirsi le scope, da loro ti puoi scansare, dalle parole no. Ma lascia perdere, io ho già visto che se ci mette troppo a venire Maggio, fin là...capirò che é meglio restare qui...
 
Mi fà piacere che la Maria Rosa delle C. finalmente si ritrova con voi, peccato non ci sia Ivana. Ma che coincidenza il Vesuvio no? Un altra cosa che ho notato da voi è che avete ancora molti posti tradizionali dove andare, anche l'ultimo posto era bellissimo e simpaticissimo. Qui è andato tutto distrutto, avevamo tre posti tradizionali, chiusi, poi se ne sono aperti altri due, pure ottimi, ma già non tradizionali, però erano ottimi, ora sono diventati una cosa terribile, hano perso il glamour e tutto il resto. prima erano luminosi  e allegri, adesso fanno persino economia di luce, di tutto. Ma veramente, non ce ne sono più.
 
Anche perchè, però, devo dire che i brasiliani non hanno per niente l'abitudine di prendere il tè al pomeriggio, dico il te alla moda europea, in genere sono i caffè che sono pieni e sono anche belli, ma non sono l'ambiente per le riunioni di più gente, solo per  poche persone.Ed in genere, caffè, acqua pane di formaggio ottimo e basta.
Io  mi ricordo che in colleggio, noi eravamo invitate frequentemente dalle amiche che, principalmente il giovedì che facevano la pasta, questo prima ora non più, nelle case, ci dicevano di andare a pranzo a casa loro e ci caricavano letteralmente.
Succede che a casanostra non potevamo fare come facevano loro, nell'abitudine brasiliana, si mette tutto a tavola  e quindi se vengono altri due, tre, è solo mettere un posto a più. È proprio un abitudine in tutte le case ed a tutti i livelli, semplici o sofisticati, perchè il mangiare era molto abbondante, oggi  non più.
Va bene che Silvia ed io non abbiamo mai pesato, ma loro non lo potevano sapere, era come se non ci fossimo; Non vi dico poi con le figlie di Wladimir che, con le stesse abitudini, con noi andavano al ristorante, e ci hanno messo per capire che io non cucinavo...
 
Ma per completare il racconto, allora mia madre, siccome noi mangiavamo alla francese, cioè un piatto, poi il secondo ecc. ed era calcolato più o meno a persona, non potevamo fare la stessa cosa, bisognava combinare con antecedenza, non era la stessa cosa. Allora per retribuire la mamma ci organizzava un tè. Non vi dico cosa succedeva, per loro quel cerimoniale era inibitore ed inutile, così che lo facevamo raramente, alla fine andavamo noi da loro e basta. Non dico cerimoniale per essere sofisticato, ma il proprio cerimoniale del tè, salati, dolci.
 
Una volta che una delle figlie ed il marito vennero in fazenda, io avvisai, se vi piace il primo, ripetetelo, perchè poi non torna mai più in tavola, e se per caso il secondo non vi piace muorirete di fame. Ma poi dovevo organizzare gite notturne, con Wladimir sempre, in cucina, così mangiavamo quello che volevamo...
Io credo che uno dei grandi problema dell'emigrazione, non per i grandi, ma per i piccoli, è il problema che si continua a vivere a casa come se si stesse ancora nel paese di origine e si lascia una problematica per i giovani per vivere una realtà diversa. Sembra poco, ma non lo è, è molto pesante, la differenza resta evidente tutta la vita. 
 
Bè, é la mia opinione in Brasile, certo in Argentina mi sembra che le abitudini immesse siano le stesse, allora è più facile.
Ho parlato troppo? Ebbè, se avete il tempo, senò saltate no?
Un bacione
Anna
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