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sabato 19 settembre 2009

GAETANA

Rif ai piatti, fai pure, anzi,chiedi a tuo marito che dipinge tanto bene, che li raccogliesse, li lavasse e seccasse, poi impara a disegnare su ceramica o sia quale sia il materiale e così tu hai, piatti lavati, stirati e nuovi ogni volta. Però dovresti pregarlo gentilmente di costruire un lavandino nell'erba accanto alla finestra della cucina, tanto per non avere tanto lavoro e non esserci il pericolo che te li riporta per lavarli... A me sembra che così profitti bene dei due suggerimenti.
Per le pentole solo se compri la lavastoviglie che non fà rumore, stando attenta a comprare pentole che ci vadano, dico, come materiale.
 
Maria Rosa C. mi hai fatto ricordare i ritiri che facevamo in colleggio, erano molto belli e riposanti. Mi ricordo che la sensazione del dopo era molto piacevole.
Io non sò se oggi qualche orgnizzazzione ancora li fà, credo certamente alcune parrocchie. Che io abbia sentito parlare, solo ritiri per coppie, il chè anche mò non è il caso,
ma non ho letto o sentito di nient'altro. Mò stiamo al fatto, in una città come São Paulo, di 12 milioni di abitanti, sparsi in un territorio enorme, alla fine è difificile trovare sotto mano le cose. Anzi, ho telefonato all'indirizzo datomi da Claudia, ma nessuno rispondeva. La Major Quedinho è del centro antico della città.Non sò come è la frequenza là, perchè in quasi tutto il centro c'è il crack, e non è modo di dire.Anche bambini piccoli, non riescono a toglierli da un posto che stanno in un altro, povera gente...
Non è certo la mia regione, ma la mia stà dall'altro capo della città, a dire il vero non conosco neanche quella regione, non ho la minima idea di dove sia.
E non è problema solo nostro, la RAI ha fatto vedere un rione a Napoli, intero, dominato dalla mafia della droga, mò non ricordo il nome, ma faceva pena.
 
Sia ben chiaro che non li difendo affatto, ma sempre la mia domanda è, se vivessi come vivono loro, nelle stesse condizioni, sarà che avrei la forza di fuggire da questo destino? E non sapendo darmi una risposta, in dubbio pro reo. É solo questo.
 
Adriana, il tuo racconto di tuo padre su PF è commovente e doloroso, da rimanere senza parole, cosa si può dire?Non riesco neanche a pensare che si possa passare per una esperienza così dolorosa, e quante...Mi dispiace veramente per lui, merita tutto il rispetto del mondo.
 
Bè un bacione a tutti
Anna
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