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sabato 2 ottobre 2010

GAETANA

 
CARISSIMA  Gaetana grazie del programma, al solito  quando domina Napoli è sempre meglio.
 
Ma volevo commentare circa IL mangiare e bere dopo un funerale, che a me sempre ha strabiliato IL fatto che I cinesi festeggiano la morte delle persone, col ragionamento che hanno compiuto IL loro cammino, e piangono quando nasce un bambino perchè futuro incerto  e tutto DA vivere ancora.
 
Ho un amica giapponese, che a parte che vanno al cimitero praticamente facendo un pic-nic, per dieci anni dopo la morte Della Madre, ogni anno, nelgiorno in cui era accaduto IL decesso, si riunivano in un Grande pranzo a Casa del fratello maggiore. Questo pranzo era totalmente dedicato a ricordare lei, e trasmettere AI nipoti I ricordi Della nonna. Insomma un rivivere Della persona nel ricordo.
 
E senza andare tanto lontano, credo che ho GIà raccontato che IL padre di carissimi amici nostri, ci ha fatto promettere a tutti che, dopo IL suo funerale, saremmo andati a mangiare una pizza in suo Nome. Ma lo ha fatto giurare varie volte, anche a me, a Wladimir, si è fattoassicurare che sarebbe stato fatto.
Bene, un giorno lui se NE andò, MI ricordo che io ancora stavo rimettendomi dal disastro e sono dovuta andare con  una specie di carrello fino alla tomba. E stato un pomeriggio doloroso, anche perchè tutti gli volevamo bene, Ed I figli erano scossi. Ebbene, dopo tutto fatto, andammo in pizzeria, tutti lo ricordavamo Della promessa, e, non sò come mangiammo la pizza, e ti dico di più, lasciò detto che si dovevano usare per pagare I suoi soldi, fosse quale fosse la spesa, nessuno doveva pagare...
 
Tu dirai, ma io mai e poi mai, io dicevo la stessa cosa, ma quando abbiamo pensato che era un suo ultimo e insistente desiderio, andammo. Certo, nonostante ci fossero due o tre bambini, non fù una pizza come ce la mangiavamo in genere, ma era pur sempre una pizzeria.
E ti dico che era un uomo molto intelligente, colto, interessante e spiritoso. ?Credo che è stata l'ultima presa in giro che ci ha fatto, ma se era contento lassù no?
E non era un modo di dire come a volte capita, lui è stato molto tempo malato prima di muorire, e seriamente malato, e pure allora, lo diceva.Quindi cosciente.
 
E aggiungo, tanti pianti e rimpianti AI funerali sono talmente falsi, talmente per dovere sociale, ormai si formano gruppetti nel velorio e tutti chiaccherano e ci sono Le lanchonete nei cimiteri dove prendere un caffè, mangiare qualcosa durante la veglia, che francamente non sò che  differenza c'è, IL dolore non ha faccia, o almeno, non si distingue da cosa fai e come stai, è qualcosa che ti paralizza di tale forma che puoi mangiare una pizza, prendere un caffè, non cambia proprio niente.
 
Bè, comunque  è una cosa culturale e non la vedo come mancanza di riguardo, alle volte è una generosa scappatoia. A che serve IL Nero?
 
Baci
Anna
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