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martedì 12 gennaio 2010

Cara Gaetana con dolci sogni con rovaglia bagnata...

Non avevo vistoil tuo scritto anteriore, ti volevo dire che io sò cosa vuol dire non aver niente da fare,e alcune volte mi piace, altre meno.
Ma sò cosa sia, ed anche lavorare come il ciuccio come ho già fatto in vita mia...capiscisti.
Il caldo qui è fortissimo perdonami per dirlo un altra volta.
 
Ma a me mi stà piacendo questo  colore del mio scritto, e sapete perchè, perchè mò non mi scoccia più scrivere troppo, chi viene in terrazzo, se è che qualcuno viene, solo di vedere il colore, può saltare, e così io scoccio solo chi vuole essere scocciato, senò saltate...
Sai come si fà ,Gaetana? Si mette  il mouse, sai quello che sembra un topolino, nella freccia a destra della tela e si tira sù fino ache finisce il mio scritto. Sebbene che ultimamente se non leggi anche quello che scrivo io vai a finire nella carta in bianco...ma che succede...
 
Bene, Gaetanina, ti ricordi il primo nostro contatto che io volevo aiutarti a entrare su Porta e che tu ti arrabbiasti tanto che mi dicesti che non entravi più se io pensavo che non sapevi usare il computer? Sai che ogni tanto,c ome oggi, poer quanto sopra, me lo ricordo? E ti dissi persino che se non entravi per colpa mia non entravo neanche io? Ti ricordi, ma che ridere oggi...certo ne succedono tante.
Ed io che pensavo che Positano era il cognome e che fino ad oggi non riesco a scrivere o chiamarlo con altro nome, è impossibile?
Certo con un poco di ottimismo c'è più da ridere che da piangere.
E Lucia che non mi lasciava mettere il dito nel suo computer...manco per vedere se erano tutti vivi, e andavo al locutorio, in mezzo a quello scuro mortale che sono a Baires, qui sono illuminati, meno lugubri, e ti puoi prendere un caffé, lì sembra che stai di castigo a scuola...
 
Mamma mia,
Un bacione
Anna
 
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