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giovedì 14 gennaio 2010

E mò?

Oggi mi sono svegliata e apro il computer, Porta, PF. Senonchè da PF, ho dovuto rispondere immediatamente, ed allora solo ora stò qui...
 
Ho letto tutto, certo Titty, sei diplomatica, ma é meglio che domandi ad un medico, perché con tante informazioni, corriamo il rischio di venirti un ulteriore malanno, tu ti immaggini, caldo bollente, freddo glaciale sul povero collo?
 
Quanto a Lucia, anche io trovo che Camillo e Violetta hanno una somiglianza incredibile, non solo nel sorriso.
 
Riguardo la buona notizia, di Lucia, me l'aspettavo perchè ero sicura che aveva letto un risultato e, non capendoci bene, ha visto brutto.
Io avevo un amica, di una certa età all'epoca, cioè, suo figlio aveva la mia età. Dunque, era una persona molto malata, con un sacco di male oltre alla grassezza eccessiva, ed era una donna gradevolissima e molto spiritosa.
Una volta, pocoprima che morisse, disse a Wladimir che era andata al funerale di un parente, nel cimitero vicino a casa mia, è ha detto che era tanto fondo, ma tanto fondo che lei non voleva andarci perchè, grassa com'era, se avesse voluto risalire non avrebbe potuto.
Ma faceva ridere tanto con le sue tirate,, poi quando se ne andò avvisai i figli di questo suo terrore, e l'hanno messa in un cimitero giardino, uguale a quello nostro, ma non è risalita...
 
Ma parlando di lei, aveva una cassetta piena di medicine, non ci vedeva quelle lettere piccole piccole, ed allora mi chiedeva di leggerle io. Senonchè passavo ore a leggere le mille ricette, e tutte, immancabilmente, erano contro indicate per persone che per esempio avevano il cuore troppo grande come il suo. Premetto che marito medico, e figlio, più tardi, medico anche lui. Allora io gli dicevo che tutte le medicine sono così, come l'omeopatia, che non valeva la pena leggere, ma lei insisteva ed il giorno dopo correva dal medico per domandare, perchè il marito glielo aveva già spiegato, e poi sembra che ci sia una regola che i medici non curino la famiglia...E tutte le volte tornava e mi diceva Anna avevi ragione. Siccome abitavamo nello stesso edificio, era quello della mamma, dopo due sere, ecco che mi chiamava per leggere altre cento ricette, e nessuno la convinceva...i figli non ce la facevano più.
 
Ma era una persona molto originale, un giorno decise che doveva vivere in una casa, in verità era separata dal marito e si bisticciavano sempre. Allora tocca a  visitare casa. Ne abbiamo visto cento, alla fine troviamo una casa enorme,piena di giardino, altissima, quindi con una scala immensa che non si addiceva al suo cuore. Però aveva un bagno grande quanto un salone, pieno di armadi specchiati, e, nostra passione, cioè, sua, una vasca di marmo con baldacchino in mezzo al bagno, proprio di un lusso...
Io timidamente gli ho detto che con tutti quegli specchi, doversi vedere ogni giorno da tutti i lati, non era molto salutare, era una botte.
Ma non c'é stato niente da fare, compra la casa e si istalla nella suite al secondo piano, per via del bagno.
 
Dopoalcuni anni, non voleva più la donna, allora i figli dovevano portargli il mangiare, la donna per pulire ecc.ecc. ed io e la mia amica andavamo ogni tanto a visitarla. Senonchè, senza chiave, senza donna una volta siamo dovute tornare a bocca asciutta.ed era lontano da noi.
Il problema era che la chiave la poteva buttare, ma noi non la potevamo scendendo restituire a lei dovuto all'altezz della finestra.
 
E qui entra Napoli, mi sono ricordata dei cestini. Hopreso un minuscolo cestino indigena, molto carino, e un chilo di spago forte. Mi ricordo che sono stata due giorni interi ad intrecciare e fare nodi a questo spago, senò si inroscava in tutto nel salire, ed un giorno gli ho detto, buttami la chiave, siamo salite, scese, lei ha fatto cadere dalla finestra il cestino con lo spago, ho messo la chiave, chiuso il cestino e lei ha potuto aprire e chiudere la porta a chiunque conoscesse, scendendo la chiave dalla finestra. I figli me l'hanno restituito, ma io non l'ho più.
 
Poi un altra vicina, molto amica mia, che componeva e sbatacchiava il pianoforte, bè dico sbatacchiava perché io avevo un pianista a casa.
E suonava, sgranicchiava la musica e poi chiedeva la mia opinione, aveva all'epoca già 95 anni, ma era molto intelligente, spiritosa e piena di vita e principalmente lucida. Era tanto sensitiva che se io stavo distratta, senza vedermi, diceva, Anna stai sentendo? Ma io ogni tanto dovevo assentarmi senò impazzivo...Bè poi ho filato con un suo nipote che era stranamente gradevole a mia madre...era raro, ma questa é un altra storia, strana, allegra, triste e tristissima, non per me veramente, ma le cose che succedono nella vita...Ma Sergio era molto intelligente, bello, simpatico e di famiglia conosciut, allora per mia madre era il massimo, indipendente da me.
 
Bè, basta no? Per le foto di Silvia,mi chiama allo Skyper con quella enorme finestra addosso a lei, spalancata, un sole ed un a luce che tutto era sfocato, logico che era bianca come la neve, altro che olivastra...e poi quando fà foto fà smorfie, quindi niente da fare.
Ha fatto tanto ridere le nipoti quando ha imitato mio padre quando la mamma gli chiedeva se il dolce era buono. Papà faceva una preparazione come se ci pensasse, mille smorfie di schifo per poi dire BUONISSIMO. E Silvia imitandolo, era perfetto.
 
Un criterio su un pezzo di dolce per papà era un terribile argomentofilosofico da preparare per rispondere..........ma che ridere..
 
Un bacione e Lucia, sono molto contenta veramente.
 
Anna
 
 
 
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