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lunedì 16 novembre 2009

Parliamo di Nicola di Bari e altro





Nicola di Bari, ovviamente è un nome d'arte. Lui è nato vicino Bari, in qualche paese della provincia, ma per fare il cantante, o l'artista in genere,  ci vogliono i nomi brevi e che si possano ricordare.

Sicuramente il suo cognome non sarebbe stato facile da ricordare o da pronunciare, perciò scelse quello.

In Brasile non è stato molto conosciuto perche lui ha cantato in italiano e in spagnolo, avendo molto piu mercato in questa lingua.

Non credo ci sia da meravigliarsi se il suo italiano è perfetto, anche essendo di Bari...


Mi ricordo che all'inizio degli anni 70 cantava una bellissima canzone che si chiamava La prima cosa bella e mia sorella la cantava al suo bambino, il suo primo figlio, che era molto piccolo e le parole erano piu o meno cosi:

La prima cosa bella,
che ho avuto dalla vita ,
è stato il tuo sorriso ,
sei tu...

Cara Luisa, sono contenta che ci vedremo il 28, anche con o senza "empanadas" (in italiano si chiamano "panzerotti", ma si fanno soltanto fritti). Ci dobbiamo mettere d'accordo come portiamo la pizza o las empanadas, se preparate e non cotte, oppure gia finite e pronte per essere mangiate. Tu, cosa dici, Maria RosaV?

Giuseppe, molto gentile il tuo acrostico, specialmente i colori...
Gaetana, che ridere con le torte in faccia, sei terribile... io sono un po' in dubbio, se per caso ti viene da scherzare e mi butti una torta in faccia quando andro a trovarti... ci sto pensando... :-)

Anna, ha ragione Luisa, quando dice che neanche se fosse stata ubriaca avrebbe fatto quello che hai fatto tu lì sul palo arrampicata. Hai chiesto se anche qui da noi esisteva l'abitudine di fare allenamento,  nel caso ci fosse un incendio o qualsiasi altro problema, ma non ho mai sentito che si facessero dei simulacri , anche nei palazzi molto alti. Infatti io lavoravo nel primo grattacielo di Buenos Aires, cioè il primo che venne costruito nel 1964 con 30 piani,  in acciaio e vetro, (oggi ce ne sono tantissimi, specialmente nella zona di Catalinas e di Puerto Madero), ma c'erano tutti gli accorgimenti, come gli estintori, i disegni che indicavano di non prendere l'ascensore, ma andare per le scale, la segnalazione delle uscite di sicurezza, ecc.
Comunque tornando a te, era una cosa temeraria salire lì sopra senza nemmeno l'ombra di un casco, una cintura di sicurezza, ecc.... ma cosi erano i tempi precursori...

Bene, per oggi, ho parlato TROPPPOOOO!!!! Scusatemi, ma avete detto che era un po' in silenzio il terrazo... Ora mi prendero un po' di riposo... :-)

Ciao Vittoria, hai visto anche tu che mi dici che non mi si vede molto?
Ciao Titty, io avevo sentito dire "neanche se piangi in giapponese"... come vedi ha una leggera variante, ma il significato è lo stesso. :-) 
E ..... tu, Silvia, quando vieni???
Un abbraccio a tutti
Lucia

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