| Volevo prima di tutto ringraziarvi di cuore per la vostra vicinanza in questo momento.Sarina era in ospedale da due giorni,ma non qui a São Paulo,in una cittá vicino(una trentina di Km.,presso a poco)Domenica al pomeriggio il gestore della clinica,ci ha telefonato che al mettergli il soro si sono accorti che moriva,,aveva piu di cento anni,non si sapeva giusto perche aveva fatto nuovi documenti in Brasile,ma mio padre era del 1910 e bisticciavano sempre ,papá dicendo che lei era piu vecchia di lui e vice-versa,ma siccome papá l aveva contrattato in Italia con documenti,ovviamente lo sapeva bene....con ció io penso che almeno qualche anno a piu di mio padre li aveva si.Ecco,siamo andate velocemente senza neanche avvisare nessuno Devo ammettere che non fosse la gentilezza del gestore della clinica,tra il dispiacere della morte(pure se uno in questi momenti é e non é cosciente),documenti all ospedale,provvidenze per il funerale,insomma ,fino a mezza notte questo signore ci é stato vicino e ci ha accompagnato in tutto e per tutto.Siamo rientrate a casa quasi a mezza notte della domenica,e ieri siamo tornate per il funerale lí a Sto.André.Questi momenti sono terribili perche si mischiano tante cose,emozioni di ricordi,dubbi ....avrá o meno sofferto?(nel caso suo pare che no),preoccupazione con documenti,la famosa burocrazia indispensabile,si finisce in un turbiglione di cose attorno e tu giá non sai neanche cosa stavi a fare.Certo con la sua etá,con le limitazioni di vita che ormai aveva,ce lo dovevamo aspettare,e lei non se lo meritava,una donna che é sempre stata energica,piena di vita,di sogni e ,beh,vedrla in clinica,dipendente da tutti e quasi di tutto,pure era una sofferenza,forse oggi stá meglio.Io non so neanche io cosa pensare,ma se uno pensa solo a lei ha finito di soffrire.Ringrazio pure alcuni e-mail ricevuti,io risponderó a tutti appena ho un minuto di calma.Stamaqne ho avuto fino all una ggl operai del gas dche stanno istallando il gas(non ricordo il nome)che viene dalla strada.Nel mio edificio fin ora abbiamo sempre usato il gas nei bottiglioni.Alías,il gas nella strada mia neanche c era quando sono venuta qui,,credo non ne producevamo abbastanza quindi solo nelle zone piu centrali c erano e con questo il mio edificio non era neanche adattato a questo....tanto che una vicina voleva mettere uno scladabagno a gas adesso,dico,che arriva il gas meno pericoloso(le bombole se ne sentono di esplosioni)e non púo farlo perche non abbiamo l istallazione adatta.Abbiamo solo una venuta d acqua,dvorá mettere uno scaldabagno con il termostato in modo da regolare la temperatura....io resteró con le fontane e la doccia elettriche che vanno benissimo....certo meglio questo che quel gas in bombole,che uno si abitua ma se ci pensa fa ben paura.Figuratevi che nel 1977 ,una archeologa francese,andó nel sud,a Curitiba per visitare un amica,e siccome era inverno chiuse la finestra del bagno della sua amica per pot4ersi mettere nella vasca.L amica,una vecchia signora francese ,non vedendola uscire andó a vedere e la trovó morta,nelal vasca,si era dimenticata di avvisarla che c era una fuga di gas e quindi la finestra non si doveva chiudere,.Io ho trovato uttto molto strano, perche almeno qui se minimamente senti fuga di gas vengono immediatamente,forse vivevendo sola e sapendo che non poteva chiudere la finestra,mai avrebbe pensato che Annette l avrebbe fatto,non so.....lei preparaqva il caffé e non ci ha pensato ,fin ora non si capisce,certo una vita stroncata c´osí,le vere tragedie.E pensate che il marito,pure lui archeologo,muorí anni prima in Patagonia coperto dalla terra degli scavi inquanto prendeva appunti(a Punta Arenas),e tutti erano andati a pranzare non lontano,lui aveva detto che finiti gl appunti li raggiungeva....ma tonnellate di terra sono sfranate su di lui,questa coppia ha avuto un destino crudele,resta una figlia che é botanica oggi.Beh,ma tutto questo per l istallazzione del gas,é che mi vengono in mente queste memorie.Bacioni a tutte voi.Ssilvia | ||
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UN POSTO DOVE INCONTRARCI IN ARMONIA E PER SCAMBIARCI LA NOSTRA AMICIZIA.
* Il terrazzo sul mare è un luogo immaginario dove un gruppo di amiche, virtuali e non, ma di origine italiana, sparse in tre continenti diversi, si incontrano per scambiarsi le proprie piccole vicende quotidiane, i propri pensieri e il loro affetto.
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martedì 19 gennaio 2010
carissime tutte
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