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lunedì 18 gennaio 2010

QUANDO LA VITA TACE ED IL TEMPO É INCONTABILE

É ciò che è successo a me in questi ultimi, interminabili giorni. Con il silenzio che parla come mai sono stata capace io, a non essere in circostanze, putroppo già vissute, somiglianti.
 
Ieri pomeriggio dopo appena tre giorni in ospedale, Sarina, la nostra balia, ha chiuso gli occhi per sempre. Io e Silvia non l'abbiamo più vista, io questo non lo faccio mai, li guardo vivi, morti non più.
Io ho sempre pensato che quel vai vieni incessante negli ospedali, entrano col caffè con la pillolina, con l'iniezione, entra il medico, entra l'assistente dell'assistente, dicevo, ho sempre pensato che è fatto apposta per stordire la gente. Io mi ricordo che una notte, l'unica che stetti la notte con mia madre in ospedale, la sera, quando  stavo per andare a prendermi un caffè, perchè ho problema di dormire ed era tutto scuro, la mamma mi fece una lavata di testa perchè sempre aprire e chiudere quella porta...ma io avevo angustia. Risultato: infermiera la notte.
 
Ma dicevo, ieri, fra attestato, agenzia funebre ecc.ecc. tuttoil giorno, arrivate a casa quasi a mezza notte.
E poi, non funzionava il telefonino del signore che doveva autorizzare la tomba lì, per volere di sua madre già abitante da anni, e di Sarina che voleva stare lì. Finalmente stamattina presto l'ho chiamato ed è subito corso. Devo dire che stanno a vari chilometri da noi.
 
Non vi dico i documenti, siete parenti, no, siete cosa, parenti, ma siete parenti, no, siamo figlie di adozione uniche responsabili. Finalmente facendo la faccia ben da cretine tutto è andato avanti, all'agenzia con la fortuna che il giovane erano solo due settimane che lavora lì, quindi ogni cinque minuti a domandare ad un altro.Poi io italiana, no, brasiliana. Scusi, nata in Italia, sì ma documento di brasiliana...due ore.
 
Fatto tutto avvisa il figlio della nipote, unico che tratto, la nipote non la vedo da quel dì perso nel tempo. Rispost, Anna, telefoni a mamma.
Sì dammi i numeri. La sera, mail, scusa ma è tardi, non posso telefonare a tua madre, risposta il mattino dopo, va bene telefono io...meno male.
 
Sorpresa, al cimitero nipote, marito figlio...abbracci e baci e ringraziamenti loro. Bè, ad un certo punto io che non sapevo che fare, per me neanche venivano, dico alla nipote, scusa ma noi non eravamo bisticciate? Dice lei, io no e come potrei per tutto quello che avete fatto anni ed anni per mia zia, tu si? Io: io no, pensavo te, no io no, io  neanche. Bè, poi abbiamo trovato un prete, e per fortunaperchèSarina era religiosa e non ci avevo pensato. Messa, chiaccherate saluti,promesse di  vederci, elogi, ringraziamenti da diventare rosse e...e chi lo capisce.. Alla fine detto, ma insomma allora non ci siamo bisticciate? No. Certe cose, non sò veramente cosa sia capitato perchè veramente sono anni che ci siamo perse e neanche andavanoa vedere la zia.
IO:Ma perchè non mi hai telefonato? Perchè avevo vergogna e tu? Io anche, ma allora ci siamo bisticciate, bò se non fosse la tragedia della situazione sembrava un film di Totò e pure Antonioni. Bè io preferisco la pace alla guerra.
 
E perchè non dire tutto questo in due parole? Perchè ho visto che grazie a Dio la Maria Rosa C. scrive di più, ed allora ho voluto superarla.
Ed anche perchè il lutto è più lungo di quanto io abbia scritto.
Comunque devo dire che, per lei sono contenta, non era vita ormai la sua con la demenza senile.
 
E poi, Balzac, Proust anche scrivevano perchè avevano cosa dire, io non sono loro, ma avevo cosa scrivere.
 
Un bacione atutti
Anna
 
 
 
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