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domenica 8 novembre 2009

solo un osservazione

Certo ognuno è frutto delle sue esperienze. Ma io quando dico essere preparati per la morte, voglio dire averne un concetto concreto, un esperienza.Una visione più naturale, come la nascita.
E per spiegarmi, forse, noi, stando in Brasile, senza nessuno della famiglia, abbiamo patecipato a morti che non erano nostre, abbiamo perso un amica dolorosamente a 18 anni, nostri e suoi, parenti di amici, ma le nostre morti familiari sono state in Italia, lontane, con avvisi cartacei. Per me almeno era dolore, ma molto etereo, primo per la lontananza, poi per la mancata convivenza diaria.
 
Spiegarlo non sò, solo sentendolo.
Ma giustamente riferendoci a noi, come dice Silvia, per me sono più unita a voi tutti del blog che ai miei, perchè? Perchè per non sò quali ragioni i miei non hanno molto contatto con noi, anche perchè l'internet non ci ha legati quando eravamo in tempo per farlo. Ora ne ho sì, un cinque con i quali attraverso mails sono più legata, ma molti di più quelli di cui poco sò e poco conosco.
D'altro canto con amici di qui che vivono in Italia, con voi, è un altra cosa, con quelli in Italia possiamo rimanere ore al telefono ed abbiamo cosa dire, con i miei  le telefonate sono diverse.
Bé, ma per non continuare con questo argomento, ma per chiuderlo da parte mia, avendo avuto esperienza di morti annunciate e morte senza preparazione, devo dire che le seconde sono peggiori. Non hai il tempo di ragionarci sù, non hai tempo neanche di pensare al suo benessere, c'è e ,come per magica, ti svegli e non c'è più. E per un sacco di tempo pensi che la magica si inverte. Ma non succede.
 
Comunque, sia come sia, la vita é così, bella o brutta, è tutte e due, e  pensarci non serve molto.
 
Un bacione
Anna
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