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sabato 27 febbraio 2010

L'Oceano Pacifico

Sembra che non è piu pacifico, ma molto arrabbiato, anzi infuriato. Sotto la sua immensa distesa di acqua, la terra si ritorce, si sconvolge e causa le grandi catastrofi che noi, piccoli umani, viviamo come tragedie immani. Durante tutta la storia del nostro pianeta ci sono sempre sempre queste scosse di assestamento che hanno fatto crepare la superficie, la crosta terrestre,  provocando l'apparizione delle catene montagnose e immergendo nei mari grandi porzioni di terra che prima erano continenti verdi e soleggiati (pensate all'Atlantide). 

Il continente americano possiede una grande linea di montagne che va dall'Alaska fino alla Tierra del Fuego, che è la parte piu australe dell'Argentina. Lungo questa catena, ci sono infiniti vulcani, che come si sa, sono le bocche che ha la terra per "sputare" fuori ogni tanto un po' del fuoco, della tremenda energia che possiede al suo centro. E cosi succedono i terremoti, i tsunami (che quando ero piccola si chiamavano maremoti) e tutti gli altri sconvolgimenti che conosciamo e che ci lasciano spaventati, se non atterriti,  e senza parole.

Quando oggi, ho appreso la notizia di quello che è successo in Cile, ho pensato subito a mio figlio che sta in questo momento sulla nave che si avvicina ai fiordi cileni e poi a Puerto Montt e per un momento ho avuto paura. Per fortuna si trova molto al sud ancora e spero che il loro viaggio sia sereno e tranquillo. Certamente le tappe che dovevano fare, fra cui anche  Valparaiso, saranno molto diverse da come le avevano immaginate.

Ancora una volta la forza della natura, ci fa vedere quanto siamo piccoli e insignificanti, ma ognuno, nel suo piccolo mondo, nella sua piccola traiettoria di vita,  sente la paura di rimanere schiacciato da queste forze che ogni tanto  si manifestano aleatoriamente qua e là sul nostro pianeta. E non possiamo non sentire, oltre alla paura, tanta compassione e tristezza per i nostri simili che rimangono coinvolti in queste tremende catastrofi.

Lucia

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