| Quell anno che ho scavato a Oaxaca con un collega americano(in Messico) nelle stanze che ognuno aveva al Museu Frissell di Mitla,c era lo scaldabagno a legna.Un giorno io vedendo che non pigliava pensai bene buttarci un poco di alcool a piu(era come quelle vecchie stufette)e cosí una bella vampata di fuoco mi é venuta in faccia,per fortuna bruciando solamente un poco i capelli(era piuttosto in alto per questo non avevo visto che le ceneri erano accese, bastava aspettare)e totalmente le ciglie.Allora quando uscí,i miei cari colleghi archeologhi ebbero la gentilezza di dirmi:che peccato....hai le ciglie lunghe e cosí belle(non tanto lunghe ma abbastanza)adessso le hai perse....io restai molto triste ,ma argomentai che le ciglie ricrescevano sempre.Flannery che era il capo missione,ma pure molto amico(lo era pure se mi ha fatto un brutto scherzo)mi ha detto "Silvia,se le ciglie crescessero si dovrebbero tagliare ogni tanto,invece sono sempre uguali",fu un ragionamento scientifico indiscutibile....passai una brutta notte,varie,finché sono cresciute,e poi mi dicevano ,vedrai crescono,ma io non ci credevo,il non uso della forbice per me era tassativo,il resto era per consolarmi.Anna per questo io sono a favore di 90% leggero e poi due maglie calde,non forzosamente pesanti,e una gaicca calda....perche pure nelle case e locali tutto é riscaldato,quindi si tratta della strada,e pure con cose leggere,un bel giaccone risolve.Poi,io mi vergognavo delle poesie e racconti che scrivevo a quel tempo,avevo paura di essere presa in giro.Oggi ovviamente dopo tanti anni non mi importa niente.Ma poi questa che vi ho passato é divertente ma in genere parlavo sul "silenzio" quanto puo essere terribilmente brutto e terribilmente bello.e sopratutto racconti,molte metafore,ne scrissi una sull incontro di una piccola barca solitaria e una vecchia barca pure solitaria in pieno oceano,quindi sull amicizia,suglii insegnamenti del vecchio della nave grande,l uso dei vari combustibili,il tempo,l angustia ,la disperazione che poi sfocia nella speranza,e quanto l amicizia aiuta a superare,Insomma,cose in genere mezze tristi,non tanto allegre e quelle allora chi aveva il coraggio.Io alle volte rileggo qualche racconto e ancora oggi la penso cosí,quindi .....l autunno,sempre mi dice le stesse cose...insomma,é difficile esporsi cosí,se non sono divertenti dico.Silvia |
UN POSTO DOVE INCONTRARCI IN ARMONIA E PER SCAMBIARCI LA NOSTRA AMICIZIA.
* Il terrazzo sul mare è un luogo immaginario dove un gruppo di amiche, virtuali e non, ma di origine italiana, sparse in tre continenti diversi, si incontrano per scambiarsi le proprie piccole vicende quotidiane, i propri pensieri e il loro affetto.
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martedì 16 febbraio 2010
parlando di ciglia
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