Cara Silvia, mi è piaciuto molto il tuo scritto, davvero divertente per come hai raccontato la storia della tua nipotina, ma non dovevi mettere le mani avanti nel caso noi, dico Maria Rosa ed io, ci dovessimo sorprendere del contenuto e dell'arredo del tuo appartamento. Ovviamente non sara così, ma sono certa che ci piacerà vedere cosa ci racconta di te.
Anche io ho un appartamento molto informale, e Anna te lo puo dire. Da me non troverai la ricercatezza, ma tutto quello che si vede è l'espressione di me stessa e soprattutto parla della mia storia, quindi le visite a casa mia sanno che io sono simile al mio appartamento. Chi mi ama mi accetta così.
Anna ti chiedo sempre scusa perchè quando venisti a trovarmi non feci nessuno sforzo per sembrare migliore, ma mi vedesti proprio come sono, nella mia semplicità, ma anche nella mia schiettezza e genuinità. Sicuramente ti sarai meravigliata per tutto il disordine, carte e cartelle, libri (di arte e non), oggetti svariati, ammucchiati, sparpagliati, un po' dappertutto... e non parliamo del mio modo di servire il thè, molto informale e me ne vergogno ancora per non averti ricevuta con la cerimonia che solitamente si usa fare, ma io volevo solo godermi la tua presenza e andare e venire per apparecchiare con "stile" mi sembrava una perdita di tempo, volendo invece assaporare la tua visita e la tua conoscenza. Non so, forse ho sbagliato... ma tu adesso sai che sono così.
Forse non c'è uno stile, ma sicuramente c'è il mio stile e a proposito di questo voglio raccontare della visita (sì anche io) di un mio nipote (trentenne) che da tempissimo non ci vedevamo. Quando arrivò a casa, si sedette sul divano e ci mettemmo a chiacchierare rifacendoci del tempo perduto... poi lo invitai a rimanere a cena, ma rifiutò, poi verso mezzanotte stavamo ancora parlando di tante cose, tutte quelle che non ci eravamo dette durante un lungo tempo, ripetei l'invito e alla fine accettò di mangiare con me un piatto di spaghetti che preparai in pochi minuti. A un certo punto mi disse: Zia che bello è il tuo appartamento, riflette proprio come sei tu... Non aggiungo il resto perche non voglio fare apologia di me stessa, ma penso che il bello di ognuna è essere come siamo e che gli altri ci conoscano così e ci accettino proprio per quello che siamo. Ora, personalmente, non credo che il mio appartamento sia bello, ma forse se avessi dei soldi in più potrei cambiare i mobili e decorare in modo diverso, ma pensandoci bene, anche se avessi i soldi, non so se lo farei, credo che non potrei standardizzare il mio spazio e i miei oggetti comprando quelli che sono di moda o che hanno uno "stile" che è quello che ammiriamo nelle riviste specializzate. Tutto quello che mi circonda, parla della mia storia, di quello che ho vissuto e penso che anche tu cara Silvia sarai circondata dai tuoi oggetti che riflettono la tua vita, la tua storia, la tua professione e tutto quello che esprime la tua personalita. Sono sicura che sara bello e interessante tuffarci in mezzo a ciò che ci parla di te.
Un abbraccio e a presto.
Lucia
PS: la foto che vedete, è di alcuni anni fa, ora c'è un po' più di ordine, ho comprato una nuova biblioteca... :-)
Anche io ho un appartamento molto informale, e Anna te lo puo dire. Da me non troverai la ricercatezza, ma tutto quello che si vede è l'espressione di me stessa e soprattutto parla della mia storia, quindi le visite a casa mia sanno che io sono simile al mio appartamento. Chi mi ama mi accetta così.
Anna ti chiedo sempre scusa perchè quando venisti a trovarmi non feci nessuno sforzo per sembrare migliore, ma mi vedesti proprio come sono, nella mia semplicità, ma anche nella mia schiettezza e genuinità. Sicuramente ti sarai meravigliata per tutto il disordine, carte e cartelle, libri (di arte e non), oggetti svariati, ammucchiati, sparpagliati, un po' dappertutto... e non parliamo del mio modo di servire il thè, molto informale e me ne vergogno ancora per non averti ricevuta con la cerimonia che solitamente si usa fare, ma io volevo solo godermi la tua presenza e andare e venire per apparecchiare con "stile" mi sembrava una perdita di tempo, volendo invece assaporare la tua visita e la tua conoscenza. Non so, forse ho sbagliato... ma tu adesso sai che sono così.
Forse non c'è uno stile, ma sicuramente c'è il mio stile e a proposito di questo voglio raccontare della visita (sì anche io) di un mio nipote (trentenne) che da tempissimo non ci vedevamo. Quando arrivò a casa, si sedette sul divano e ci mettemmo a chiacchierare rifacendoci del tempo perduto... poi lo invitai a rimanere a cena, ma rifiutò, poi verso mezzanotte stavamo ancora parlando di tante cose, tutte quelle che non ci eravamo dette durante un lungo tempo, ripetei l'invito e alla fine accettò di mangiare con me un piatto di spaghetti che preparai in pochi minuti. A un certo punto mi disse: Zia che bello è il tuo appartamento, riflette proprio come sei tu... Non aggiungo il resto perche non voglio fare apologia di me stessa, ma penso che il bello di ognuna è essere come siamo e che gli altri ci conoscano così e ci accettino proprio per quello che siamo. Ora, personalmente, non credo che il mio appartamento sia bello, ma forse se avessi dei soldi in più potrei cambiare i mobili e decorare in modo diverso, ma pensandoci bene, anche se avessi i soldi, non so se lo farei, credo che non potrei standardizzare il mio spazio e i miei oggetti comprando quelli che sono di moda o che hanno uno "stile" che è quello che ammiriamo nelle riviste specializzate. Tutto quello che mi circonda, parla della mia storia, di quello che ho vissuto e penso che anche tu cara Silvia sarai circondata dai tuoi oggetti che riflettono la tua vita, la tua storia, la tua professione e tutto quello che esprime la tua personalita. Sono sicura che sara bello e interessante tuffarci in mezzo a ciò che ci parla di te.
Un abbraccio e a presto.
Lucia
PS: la foto che vedete, è di alcuni anni fa, ora c'è un po' più di ordine, ho comprato una nuova biblioteca... :-)
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