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venerdì 14 agosto 2009

Giuseppe e Lucia

   
Caro Giuseppe, grazie della spiegazione, ma sai per caso di quale regione era il dialetto? Io mi ricordo che in Francia quando parlavo mi domandavano di che provincia ero, grazie a Dio non di che paese. E dico questo perchè qui ancora conservo un accento indefinibile che fà domandare a qualcuno da che paese vengo, invece siccome il francese è più consone a me, e più facile, non devo affrontare i vari ÃO difficili da pronunziare del portoghese, e che mi tradiscono, allora ero costretta a sentire domande su provincia e non paese, un poco meno lontano no?
Ma comunque proseguirai domani no? Ricordati però di dirci, cioè, a me interesserebbe se fosse possibile, in questa, come dici tu, mischiata città, che abitudini predominano. Certo ci saranno abitudini dominanti no? Qui per esempio a São Paulo predominano gli italiani, nel Sud anche, ma molto tedeschi ed altre nazioni nordiche, con usi e costumi fino ad oggi conservati.
 
Quanto agli indigena li abbiamo anche noi, abbiamo riserve per loro, ma anche in città, in un rione di São Paulo c'è una comunità indigena. Ma é già aculturata. Hanno trattamento speciale anche qui, ma loro hanno i loro concetti, siamo noi che siamo entrati dopo. Io credo che non si dovrebbero proprio acculturare, bisognerebbe lasciarli vivere nelle loro riserve senza il protezionismo che li rovina, la televisione, tutti gli aggeggi che non sono della loro natura e che li stanno portanto ad essere equivoci, non si sà più se sono indigeni o bianchi, e stanno assimilando rapidamente le nostre comode abitudini. solo nella selva  sono loro stessi.
 
Lucia, io ho aumentato la foto dell'amica, secondo me si adatta meglio al tipo di inquadratura del nostro blog, ma tu lo sai meglio di me, a me sembrano belle le due, comunque è bella letizia.
 
Un abbraccio
Anna
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