| Cara Amparo, ieri ho letto il tuo scritto, peccato che non si sà chi l'abbia scritto, certo un emigrante nostalgico.Ma ieri il compleanno di Lucia e le cose da fare mi hanno distratto, i pensieri anche. Ma volevo solo commentare, nell'imigrazione non si può usare la parola NOI, nè VOI. Pr emigrare e non essere infelice, bisogna usare solo il NOI. Certo la focaccia è buona e loro non la fanno, ma tu sai, io ho sposato un brasiliano e lui andava matto per il dolce di fubà, non sòc ome si dice in italiano. La madre e le zie ne facevano e glieli mandavano. E lui se li godeva, anche perchè qui solo comprandolo e, diceva lui, non era la stessa cosa. D'altra parte quando mia madre ancora faceva le zeppole, io me le godevo e lui no, cioè, se le mangiava anche gli piacevano, ma non andava matto. Non voglio essere polemica, anche io vivo di sogni, sogni che sono solo sogni perchè poi la vita reale é un altra. Sarebbe appropriata la frase, sono cambiata io o sono cambiati loro? Siccome io non sono una mangiona, mi fà molto effetto in tutti i blog che i ricordi più forti nella mente dell'emigrato sono la pasta della nonna i dolci della mamma, i frutti mangiati nell'infanzia, ma per me, fà soffrire anche se fà gioire. Tu devi sapere che qui esiste una frutta che si chiama carambola, la passione di mio marito. Io ricordo che in fazenda la mangiavo sull'albero del pomar, così come le manghe, che cascavano per terra e si schiacciavano tutte, ma che piacere mangiarle. Col tempo sono comparse anche qui a São paulo, le ho provate, Wladimir le comprava dal fruttivendolo a dozzine, e ti dirò, per me non hanno sapore. IIl sapore che avevano era il sapore dell'infanzia il sapore del profumo di tutto nel pomar, sceglierle mature, morsicarle, e mi piacevano. La camminata fino a scoprirle al fresco nella calura, tutto l'insieme. Quando tornai in fazenda anni dopo, neanche tanti, al pomar ci sono andata pochissimo. Non credo che mi sia spiegata, sai, sono capovolt e non per niente, ma io penso che i ricordi è bene che rimangono solo tali, solo per te non passare la vita a fare a paragoni a mettere in gioco sogni e vita reale. È bellissimo, ma molto doloroso se ne fai una vita di questo. Mi ha rattristito quel racconto Un abbraccione, finalmente sei apparsa Anna |
UN POSTO DOVE INCONTRARCI IN ARMONIA E PER SCAMBIARCI LA NOSTRA AMICIZIA.
* Il terrazzo sul mare è un luogo immaginario dove un gruppo di amiche, virtuali e non, ma di origine italiana, sparse in tre continenti diversi, si incontrano per scambiarsi le proprie piccole vicende quotidiane, i propri pensieri e il loro affetto.
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mercoledì 24 marzo 2010
AMPARO
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