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giovedì 25 marzo 2010

la fame... e la non fame

Cara Anna, io ti ho fatto ridere con i polsi che mi tremano, ma tu mi ha fatto ridere tantissimo con la cronaca dei quattro giorni a Baires... :-) Sei troppo forte!
Passando ad altro, sono contenta del calcolo che hai fatto, tu dici che ho vissuto SOLO 69 e che ancora devo fare i 70, cosi posso fare di nuovo i festeggiamenti! Comunque non crediate che, quelli di ieri sono finiti, eh! C'è ancora il sabato, quando faremo la riunione..... non fatevi illusioni, ci sara ancora da parlarne!... :-)))

Sto pensando ad Adriana, chissà come va con i gemellini. Sicuramente sa gia prenderli in braccio tutti e due anziche uno per volta :-))))
Ivana, il tuo disegnino allusivo è dolcissimo! Cosi come ti ha detto Anna, ma dove vai a prenderle queste belle immagini?

Amparo, sei geniale! Che bella cornice che mi hai preparato! Grazie!!! è un regalo bellissimo! Poi, in segreto, me lo dici come si fa? ;-)

Ora vado al titolo di questo post. Vittoria tu sei come me, ti piacciono le cose dolci... solo che a me piacciono pure quelle salate! :-I e a questo punto non mi rimane che invidiare le nostre amiche Silvia e Anna della loro non fame. Loro dicono che non sentono mai fame, io invece sono al contrario, sento sempre fame, al punto che a volte confondo la sete con la  fame e invece di bere, mi sgranocchio qualcosa!!! Insomma, adesso capite perche mi assomiglio a un balenotto (o una balena)? Eppure da bambina ero magrissima e da giovane anche ero magra... ma poi... mi è scappata la situazione dalle mani....

cosi ero a 20 anni
oggi sapete come sono
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Maria Rosa V. , vedo che è bastato il ricordo di un emigrante per farti evocare i tuoi ricordi legati alla tua famiglia numerosa e unita, tipicamente italiana! Non devi scusarti dicendo che non sei nostalgica, perche i ricordi affiorano quando meno ce li aspettiamo. Nostalgica è la persona che rimpiange i tempi che non ci sono piu, ma ricordarli non è un peccato. Siano essi stati belli o brutti, quando li ricordiamo sono piuttosto neutri. Come diceva Sant'Agostino, possiamo ricordare il dolore, ma non possiamo tornare a sentirlo. 

Titty, hai ragione, quell'emigrante ricorda le differenze sull'alimentazione che c'erano fra gli italiani e gli altri, e poi all'epoca esistevano ancora tutti quei venditori individuali, che offrivano ognuno il loro prodotto. Certo che in quei quartieri periferici e anche marginali, non era facile spostarsi fino dove ci fosse un supermercato... e poi forse privilegiavano il contatto "umano"  che nel super si è perso.
Comunque io preferisco scegliere da me i prodotti che voglio comprare, mentre nei negozietti è sempre il titolare che ti rifila quello di cui si vuole sbarazzare quanto prima.

In quanto alla sfilata di ieri sera, i vestiti erano molto "ispirati" agli anni 60, tranne quelli da sera, e i colori predominanti erano il nero e anche il grigio. Le scarpe avevano tacchi altissimi, aiutati dalle zeppe che diminuivano l'inarcamento del piede... insomma cose da vedere, ma difficili da usare per le persone normali...

Ora smetto qui perche mi bruciano gli occhi.

Buonanotte e dolci sogni!
Lucia

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