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mercoledì 24 marzo 2010

A me...

....il scritto di Amparo, mi ha trasportato alla mia infazia, dove le feste erano in casa di miei nonni, tutti insieme, zie, cugini... mai eramo meno de 25, figurativi che eramo 12 nipoti, 6 figli e 6 nuore e genari, poi nonna e nonno.
Il scritto di Amparo lo ha scritto uno che he nato in EEUU e sui genitori erano Italiani, uguale che io, mio fratello e tutti miei cugini, tutti eramo Argentini, e nostri genitori e nonni Italiani, poi quando sono partiti li nonni, oggni figlio ha cominciato a fare le feste co sua famiglia, non piu quelle lunge tabole, anche ricordo quando si faceva le botiglie di pomodori e anche le salcice di maiale, il profumo dell panne mai me lo dimentico e mai lo ho piu sentito.
Voi sapeti che io non sono nostalgica pero questo scritto mi ha trasportato piu di 40 anni.
Silvia, grazia a Dio credo che di noi nulla ha pasato fame, mai, si sa che tu mangi e anche Anna mangia, (Cafe e latte anche he un cibo) in mia casa nemeno mi domandano quando si mangia? pero tanto a mezzo giorno e di sera si mangia, avia o non avia fame, poi si hai un po di piu o di meno apetito he un altra cosa. Quando vado in cita a lavorare ce sono volte che sono le 17 e non ho fame, piu quando arrivo a casa prendo qualche cosa a volte soltanto un cafe, he gia sono satisfatta.
Poi io vi vedo tanto a te come a Anna, che non siete ose e pelle, vuol dire che qualche cosa vi la prendeti, pure si non sapeti cucinare.
Ivana, bentornata, veramente ci manchi.
Maria Rosa V.
 



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