| Secondo me quest''ultimo tuo è perfetto, sia come colore sia come grandezza, anzi, è l'ideale, non è troppo grande non causa disturbi oculari a lungo andare, quindi credo che OK. Ma naturalmente gli altri... Riguardo lo scritto di Lucia, quasi quasi spero si ripeti una situazione del genere per potermi divertire un poco, ieri era stata una giornata mezza mezza, e quindi tirando la chiaccherata con la ridente Gaetana che pure col raffreddore sembra che stia per andare a ballare, e con la cara Titty che era tampo non sentivo, la giornata aveva bisogno proprio di una deliziosa lettura. Quanto all'argomento suocere, sono d'accordo che i giovani non valorizzano l'esperienza come detto bene da Adriana e Titty, ed è un gran peccato, ma d'altra parte è anche vero che se i figli sono mammoni vuol dire che il modello non è stato molto buono inquanto noi sappiamo che i figli sono per il mondo,s embra un modo di dire, ma lo sono in realtá. E poi come dice Lucia, tutto dipende anche dal modo con cui la suocera si propone, e non è facile. Io non ho avuto molto il problema suocera inquanto non me l'ha posto, già sono partita in svantaggio, ma è successo un fattarello che mi ha poi aperto la mente per il contatto che ne segui. Una volta, venne a visitarci, Wladimir stava malato, credo era il raffreddore, mò non ricordo. Dopo un poco lei si rivolge a lui e dice, figlio vuoi che ti faccio un tè. A quello io dentro di me, ma zitta, ho pensato, accipicchia sarà che pensa che io non sono capace di dargli un tè. In verità poco più di questo sò fare, ma almeno no? Il giorno dopo viene la figlia e ripete la frase, io ero contentissima che lei si occupasse di fare il té e che Wladimir avesse questo piacere. Conclusione per farla breve, ho capito che in tutto questo c'è anche un preconcetto della nuora verso la suocera, che nuoce al rapporto, perchè le due reazioni diverse per situazioni somiglianti non ha altra ragione. Da quel giorno dissi a Wladimir dell'accaduto e, da parte mia, ho tolto la prevenzione. E stata una buona lezione, almeno io stavo tranquilla. Non per questo le suocere sono una meraviglia, ahahahahhahahaha, anzi... La lezione andrebbe data anche a loro, ahahahahahaha Ma qui si dice in giro che se i consigli valessero qualcosa, le persone chiederebbero compenso per darli...sapienza popolare. Circa i mezzi di trasporto, ho notato che in Italia avete molti autobus con la fila di posti messe difronte, è una cosa terribile, non sanno e non sai dove mettere le gambe. Qui non esistono i banchi frontali, solo uno dietro all'altro e, particolarmente, ho notato a Baires, che i sedili degli autobus, almeno i pochi che ho preso urbani li, sono più stretti che qui, cioè, normalmente già è difficile sedersi in due. Io almeno che grassa non sono e neanche magrissima, stavo stretta realmente. Gaetana, cara, bisogna vedere se sei tu che non metti il naso o sono loro che lo evitano, ahahahhaha, sai una differenza impercettibile, ma bisogna assodare questo...alle volte...ma certo è uno dei mestieri più ingrati, io fortunatamente sono stata una nuora neutra, invisibile quasi, almeno questo. Se non davo molto neanche tiravo o davo scocciature.E poi lui non era mammone e mai mi avrebbe messo in pasticci, per fortuna, perchè nei pasticci mi metto io da sola, non ho bisogno di aiuto, ahahah. Un abbraccio, e così aspettiamo il prossimo racconto...... Anna |
UN POSTO DOVE INCONTRARCI IN ARMONIA E PER SCAMBIARCI LA NOSTRA AMICIZIA.
* Il terrazzo sul mare è un luogo immaginario dove un gruppo di amiche, virtuali e non, ma di origine italiana, sparse in tre continenti diversi, si incontrano per scambiarsi le proprie piccole vicende quotidiane, i propri pensieri e il loro affetto.
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mercoledì 6 aprile 2011
Silvia
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