....

....

martedì 5 aprile 2011

*viaggiare nei mezzi pubblici...*

E' un po' lungo, ma potete... sorvolare!  ahahahhaa :-)


Oggi avevo l'appuntamento con il dentista alle 11,30. Sono uscita di casa un'ora prima per arrivare fino a Sinclair e Av. del Libertador, vicino al grande hipermercato JUMBO. Mi ci vuole poco più di 30 minuti per arrivare, ma questo se tutto fila liscio.

Vado verso la fermata, ma il semaforo mi ha trattenuta da questa parte della strada e intanto ho visto che passava un "colectivo" (bus) davanti al mio naso... Ho detto, beh, presto ne verrà un altro. Non ho finito di pensarlo che l'altro è arrivato e anche lui è passato di corsa perchè non c'era nessuno alla fermata e io ero ancora sul marciapiede di fronte.

Finalmente attraverso con il semaforo verde e mi metto ad aspettare. Aspetto e spero per più di 20 minuti, finalmente arriva un'altro, ma pieno zeppo, con tante persone in piedi occupando ogni spazio. L'ho preso lo stesso perchè non potevo perdere più tempo aspettando un altro bus.

Metto le monetine nella macchinetta, prendo il mio biglietto e vado in fondo dove vedevo un po' di spazio per non stare ammucchiati e pressati come sardine. Dopo un po' si libera un posto e mi siedo vicino al finestrino. Il ragazzo che era nel sedile accanto al mio poco dopo è sceso, ma siccome guardavo fuori dal finestrino, solo me ne sono accorta quando ho sentito un urto a fianco a me.

Guardo e vedo un omone che si è seduto e ha occupato il suo sedile, e parte del mio, venendomi addosso.
Io sentivo questa vicinanza indesiderabile e mi sono rimpicciolita verso il finestrino, ma niente... l'omone ha cominciato a sbracciare passandomi ripetutamente il suo gomito sopra il mio braccio in maniera veramente fastidiosa.

Lo guardo girandomi leggermente verso di lui e vedo che sta cercando qualcosa in una borsa. Dopo un po' lo vedo con un cellulare in mano e comincia a scrivere un messaggio. Ogni tasto che pigiava era un continuo urtarmi con il suo gomito...
Io ho cominciato a sentirmi sotto pressione, ma ho pensato: adesso finisce e anche se mi schiaccia verso il finestrino, sopporterò.

Siccome ancora la sua attività non si fermava, ho guardato di nuovo di traverso e vedo che cercava altre cose nella sua maledetta borsa. Prende un taccuino, delle fatture, una penna, e si mette a scrivere, poi di nuovo a cercare altro... A questo punto, erano passati sicuramente cinque lunghi minuti, non ne potevo più e cercavo il modo di dirgli di farsi un po' in là, ma intanto che pensavo nel modo in cui potevo costruire una frase adatta, gentile ed educata, pensavo anche alla sua reazione. E se mi avesse risposto sgarbatamente? Cosa avrei replicato io, poi? Insomma ero ormai sotto stress cercando il modo di risolvere questa situazione che non volevo sopportare oltre. 

In quel momento vedo che si libera un posto. Ecco, finalmente mi libero da questo vero e proprio supplizio per i miei nervi. Chiedo il permesso per passare, lui si alza e io volo verso il sedile libero.

Era uno di quei sedili che stanno all'incontrario, cioè avevo davanti a me tutti gli altri passeggeri e potevo osservarli come se fossero il pubblico di uno spettacolo. Quindi  potevo vedere quell'omaccione per colpa del quale mi ero spostata (vi renderete conto che ero infuriata verso di lui per la sua maleducazione) che continuava a "lavorare" tirando fuori dalla sua orribile borsa, ancora altre cartacce.

Poi mi sono dimenticata di lui guardando distrattamente la strada che percorrevamo. A un certo punto sento una discussione fra due persone che stavano davanti alla porta da cui si scende. In verità erano tre persone. Uno aveva preso un altro per la collottola e gli diceva. RENDIGLI IL PORTAFOGLI, RENDIGLI IL PORTAFOGLI!!! Si trattava di un ladro (tutto sdentato) che aveva preso il portafogli di un altro che stava scendendo anche lui. Invece di renderlo ha incominciato a insultare questo giovane che lo teneva per il collo, poi finalmente si è sganciato e continuava a dirgli parolacce, ma alla fine ha consegnato il portafogli buttandolo per terra. Il proprietario lo ha preso e se ne è andato. Anche il ladro se ne è andato, ma continuava a insultare il passeggero difensore che ha minacciato di inseguirlo, ma poi è tornato sul bus che ha ripreso il suo viaggio e tutti i passeggeri hanno fatto un applauso per questo ragazzo coraggioso.

Continuo il viaggio e dopo un po', cambio di nuovo sedile. Questa volta mi metto in uno di quelli singoli, cosi nessuno mi avrebbe più dato noia. E invece dopo qualche minuto sento che vicino a me, in piedi, c'è una donna che la prima cosa che fa, spalanca il mio finestrino. Il vento piuttosto freddo, ancora a quell'ora, mi ha investita e mi ha scompigliato i capelli... Guardo di nuovo di fianco e vedo questa donna che ha una felpa pesante e anche abbastanza sporca... io ero vestita leggera e il vento mi dava fastidio. Beh, ho richiuso il finestrino lasciando soltanto una piccola fessura e continuo a borbottare fra me e me arrabbiata per questo mio viaggio così scomodo.

Non è frequente per niente che succedano tutte queste cose, ma oggi, proprio tutte a ME!

Sono arrivata dal dentista con 20 minuti di ritardo, con un nervosismo e con pressione che se me la misuravo in quel momento era sicuramente elevata.

Dopo un'ora di attesa sono stata ricevuta dal dentista e sono andata via abbastanza scontenta perche`il lavoro cha ha fatto non è stato di mio gradimento.....

Volete una giornata più storta?

---------------------------------------------------------------------------

Silvia, è stato meglio che raccontassi la mia disavventura anzichè dare riscontro al tuo post di oggi, ma devo dirti che hai ragione nelle tue disquisizioni.

Ora vi saluto tutte quante e se posso, torno stasera con un mio pensiero sulle suocere.
Lucia

Nessun commento: