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lunedì 8 febbraio 2010

lucia

Ho fatto la prova, certo speriamo che funzioni.
 
Gaetana, grazie dei pomodori, molto chiara la spiegazione, certo per noi cittadini è una maniera di poterli fare, ma devi riconoscere che quelli di Positano erano, diciamo, erano più prosaici, tutto il processo ben più elaborato...insomma, ma il tuo è più pratico.
 
Lucia, oggi chiedevi del Verdetto Finale, meno male che l'ho visto, in genere non lo seguo molto, ma oggi la mia donna è tornata dalle vacanze allora sono rimasta a casa. Ed il caldo è veramente poco invogliante per uscire, stòcol ventilatore a tutto spiano...
 
Ti volevo dire che, oggi, credo una delle poche volte,sebbene poche volte anche lo sento, che sono andata contro i giudici. Io avrei dato ragione al padre. Tutti sappiamo del detto, dimmi con chi vai ed io ti dirò chi sei...
È molto lodevole da parte di quella signora di voler dare l'opportunità al ragazzo di vivere una vita normale, questo lo trovo splendido, peró allora io penso che non dovrebbe almeno aver messo il ragazzo nella stessa scuola e forse, classe, di suo figlio. È lógico che la trasgressione ha sempre incitato i ragazzi adolescenti, adesso, un ragazzo che per tutta la vita ha trasgredito ed ancora non si è adattato al nuovo comportamento, certo che trasporta con se questo figlio naturale che é stato figlio unico per tanto tempo e che ora si trova con un compagno per le marachelle che, oltretutto, sono state abbastanza frequenti e gravi.
 
È poi anche ovvio che il castigo per il ragazzo adottato, vissuto in condizioni miserabili e nella violenza fisica e psicologica, non hanno lo stesso effetto che per il figlio loro. Che gli importa a lui di non avere i videogames se non li ha mai avuti, invece rubare lo attrae, è stata la sua vita.
 
Per me, se questa signora vuole realmente ricuperare questo ragazzo deve dedicarci tuttoilsuo tempo e lasciare da parte tutto l'altro volontariato, perchè questo ragazzo và seguito passo passo fino a che sia realmente considerato di fiducia. Per ora, non si aggiusta lui e rovina chi gli stà vicino.
Sarebbe facile, te lo metti a casa, gli dai da mangiare da studiare, ed hai fatto. Non hai fatto niente, perchè il problema è molto più profondo che il dormire e mangiare. E per lui i castighi fanno parte di una vita da sempre vissuta.
 
Questo se ho capito bene, perchè a volte poi mi distraggo, ma trovo che il padre ha ragione di essere preoccupato, ed è responsabilità condivisa.
 
Un abbrccio
Anna
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