| Stasera hai messo una musica che era fatta per me, sembrava, ma non ti dico qual'è...anzi due, ma non sò i nomi,solo le parole...grazie Ma quando hai messo la marcia nuziale mi ha preso un accesso di riso, ormai il tragico è già passato. Wladimir ogni tanto soffriva di gotta, non poteva neanche appoggiare il lenzuolo sul piede, e secondo il lato dovevamo cambiare posto per non battergli senza volere, o andavo a dormire nell'altra stanza. Insomma, è un dolore indescrivibile, ma è una malattia scic, da scrittori famosi,imperatori ecc.perchè dovuto a eccesso di proteine, acido urico e non sò che altro. Ma può darsi che l'ho già raccontato, quando la prima figlia si sposò, Wladimir non poteva andare, non poteva mettere le scarpe e percorrere l'altare. Senonchè la figlia disse che senza di lui non si sposava. Bè un bel problema. Io presi un sandalo, blu, una forbice grossa, e dopo averlo fatto tingere di nero uguale alla scarpa dell'altro piede, l'ho ritagliato esattamente lasciando libero il dito dolorante.Ma la striscia che rimaneva era minima, e siamo stati sulle spine tutto il tempo. Grazie aDio Wladimir camminava in V, ci facevamo tante risate, il piede destro andava da un altro lato, sempre, così che, camminando a papera, nessuno ci capiva niente, ma che sollievo quando ètornato a casa... Non dimenticherò l'agonia di quelle ore, ma almenoèfatta...E alle volte quella marcia com'è lunga... Bè, cara Gaetana, a me sembra che non ci fosse tanto da piangere nelle parole andate a te, al contrario, erano da aprire bene gli occhi e leggere bene quello che c'è scritto. Qualcosa era pure allegra, e non usare tanto le cipolle. Sai che io sono una delle poche persone che nonostante raramente, le poche volte che ho tagliato le cipolle non ho pianto, credo mi sembrava uno spreco...scherzo. Mamma mia, l settimana prossima è già metà febbraio, man mano che il viaggio si avvicina la mia capoccia si restringe di più, solo di pensare a tutto ed a tutti mi viene la voglia di muorire dal nervoso, credo che passerà solo quando sarò sull'aereo,spero almeno. E se non passa almeno andrò camminando per inerzia fino a capire dove stò e cosa faccio. Povei parenti miei,dicoi primi, gli altri sarà meno. Quello che mi salva è che non vedo in me nessuna pietà per risparmiarli, anzi, teoricamente li scoccierei tranquillamente, teoricamente... Sarei curiosa di sapere fin d'ora chi di me arriverà in Italia, ma non lo potrò sapere fino a` quando non ci sarò... Un abbraccio, come sabato già è abbastanza, mi fermo qui... Anna |
UN POSTO DOVE INCONTRARCI IN ARMONIA E PER SCAMBIARCI LA NOSTRA AMICIZIA.
* Il terrazzo sul mare è un luogo immaginario dove un gruppo di amiche, virtuali e non, ma di origine italiana, sparse in tre continenti diversi, si incontrano per scambiarsi le proprie piccole vicende quotidiane, i propri pensieri e il loro affetto.
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sabato 6 febbraio 2010
Gaetana
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